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Senza un dialogo pacifico, lo Yemen potrebbe diventare la nuova Siria o la nuova Libia.

A lanciare l'allarme è l'inviato speciale dell'Onu nel Paese, Jamal Benomar, nel corso della riunione d'urgenza del Consiglio di Sicurezza per fare il punto della situazione sul caos yemenita. Benomar, intervenendo in videocollegamento dal Qatar, ha messo in guardia sulla "rapida spirale verso il basso che sta portando lo Yemen verso la guerra civile".

Per l'inviato dell'Onu sarebbe illusorio pensare che le milizie Houthi possano prendere il controllo di tutto il Paese, o che il presidente Abd-Rabbu Mansour Hadi possa mettere insieme un numero sufficiente di truppe per liberarlo. "Gli eventi in Yemen stanno portando il Paese sull'orlo della guerra civile", e "un dialogo pacifico è l'unica opzione che abbiamo", ha precisato Benomar, sottolineando "il timore che al Qaida usi l'instabilità del Paese a suo vantaggio".

Il presidente yemenita da parte sua ha inviato una lettera al Consiglio di Sicurezza in cui chiede ai Quindici "un intervento urgente" per tentare "in tutti i modi possibili di fermare l'aggressione che sta minando la pace e la stabilità del Paese".

Al termine della riunione, l'organo Onu "ha condannato le azioni unilaterali portate avanti dalle milizie Houthi che minano il processo di transizione politica in Yemen, e mettono in pericolo la sicurezza, la stabilità, la sovranità e l'unità del Paese". In una dichiarazione presidenziale adottata all'unanimità, hanno espresso "profonda preoccupazione per l'insufficiente attuazione della risoluzione 2201" e ribadito la disponibilità ad "adottare ulteriori misure contro qualsiasi parte in caso di mancata attuazione delle proprie disposizioni".

I Quindici hanno deplorato il fatto che gli Houthi non abbiano attuato la richiesta di ritirare le proprie forze dalle istituzioni governative e di normalizzare la situazione della sicurezza nella capitale Sanaa e in altre province. Il Consiglio ha poi sostenuto la legittimità del presidente Hadi, invitando tutte le parti e gli Stati membri ad astenersi da qualsiasi azione che mini l'unità, la sovranità, l'indipendenza e l'integrità territoriale del Paese, e ad "accelerare un negoziato inclusivo mediato dalle Nazioni Unite per continuare la transizione politica".

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SDA-ATS