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Invece di farci la guerra a vicenda, uniamo le forze contro "l'aggressione americana, russa, iraniana ed europea": questo in sostanza l'appello rivolto oggi a tutti i "fratelli mujaheddin" dal capo di Al Qaida, Ayman al-Zawahri.

Un proclama rivolto ai musulmani sunniti di tutto il mondo - quindi di fatto anche all'Isis - che sembra una risposta alla "guerra santa" invocata dalla Chiesa ortodossa russa in sostegno della campagna militare di Mosca in Siria.

L'Isis aveva già chiamato la sua "jihad" contro l'aggressione russa. In un audio messaggio diffuso nelle ultime ore, l'anziano e malato medico egiziano, successore di Osama bin Laden ai vertici dell'organizzazione terroristica, ha invitato i mujaheddin (combattenti) di tutta l'ecumene islamica, dall'Asia centrale al Marocco, a unirsi contro i "nemici dell'Islam".

È il primo messaggio ufficiale di Al Qaida dall'inizio della campagna aerea russa in Siria, condotta però in larga parte non contro obiettivi dello Stato islamico (Isis) ma contro postazioni di insorti anti-governativi, tra cui esponenti della Jabhat an Nusra, l'ala qaedista siriana.

"Gli americani, i russi, gli iraniani, gli alawiti e gli Hezbollah si coordinano tra loro in una guerra contro di noi", ha detto Zawahri, riferendosi tra l'altro ai miliziani filo-iraniani libanesi (Hezbollah) e alla comunità sciita (alawita) a cui appartengono i clan al potere in Siria da circa mezzo secolo. Mosca infatti coordina ufficialmente le sue operazioni in Siria con il governo siriano, con Hezbollah, governo iracheno, Stati Uniti, Giordania e Israele.

Nei giorni scorsi, Al Nusra aveva diffuso un video intitolato "La Siria, tomba degli invasori", mostrando combattenti qaidisti provenienti dalla Russia, dal Caucaso e dall'Asia Centrale impegnati ad addestrarsi nella regione di Aleppo e far fronte all'annunciata offensiva russo-iraniana nella zona. "Non siamo forse capaci di smetterla di farci la guerra gli uni contro gli altri e di dirigere i nostri sforzi contro di loro?", si è chiesto retoricamente Zawahri, riferendosi alla lotta intestina nel movimento qaidista e jihadista, segnato dalla spaccatura creata dall'emergere nel 2013-14 dell'Isis.

Nato da una costola irachena di al Qaida, lo Stato islamico si è esplicitamente posto in concorrenza con i vertici dell'organizzazione fondata da Bin Laden. Pochi mesi fa Zawahri aveva ribadito di non riconoscere l'autorità del 'califfò Abu Bakr al Baghdadi, leader dell'Isis.

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SDA-ATS