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Hassan Kiko rispode al giudice. Dietro di lui nel disegno la secondina che lo aiutò a evadere

Keystone/LINDA GRAEDEL

(sda-ats)

Sei mesi da scontare per istigazione all'aiuto all'evasione di detenuti: questa la pena supplementare fissata dal tribunale di prima istanza per il detenuto siriano di 28 anni che nel febbraio 2016 evase dalla prigione di Dietikon (ZH) con l'aiuto di una secondina.

Hassan Kiko, questo il nome del detenuto, si è già visto confermare lo scorso dicembre in seconda istanza una condanna a 4 anni di prigione per lo stupro di una ragazza di 15 anni.

Il Tribunale distrettuale di Dietikon è arrivato oggi alla conclusione che il detenuto si è reso colpevole di istigazione attraverso le ripetute richieste di aiuto rivolte alla secondina. L'ex agente di custodia, la 33enne Angela Magdici, è stata a sua volta condanna in gennaio dal medesimo tribunale a 15 mesi di prigione con la condizionale.

I due, che nel frattempo hanno annunciato l'intenzione di sposarsi, erano fuggiti la notte dell'8 febbraio 2016 dal carcere zurighese, dove il siriano era detenuto in regime di carcerazione di sicurezza.

Erano riusciti a far perdere le tracce, dirigendosi in macchina in Italia. Dopo una fuga d'amore durata sei settimane, sono stati arrestati dai Carabinieri nelle prime ore del 25 marzo successivo in un appartamento a Romano di Lombardia (Bergamo). L'ex secondina è stata estradata verso la Svizzera alla metà di aprile e rimessa in libertà dopo due settimane. Il siriano è stato estradato un mese più tardi ed è ritornato in prigione.

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SDA-ATS