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BERNA - Una serata fuori dagli schemi si è trasformata in tragedia domenica per quattro giovani zurighesi di età compresa fra 22 e 27 anni. Dopo aver abbondantemente bevuto il gruppo si è impadronito di una barca ormeggiata nei pressi della riva sul Pfäffikersee, ha remato verso il largo e ha continuato a fare baldoria. Poi qualcosa è andato storto: l'imbarcazione si è forse capovolta e ciascuno ha dovuto pensare a salvarsi. Uno di loro, un meccanico di 22 anni, non ce l'ha fatta.
"Siamo scioccati. La cosa è particolarmente tragica, poiché per un 22enne non si può più parlare di leggerezza giovanile", afferma la responsabile del noleggio di barche "Schaufelberger", in un'intervista pubblicata oggi da "Blick am Abend". "I quattro uomini volevano divertirsi e lasciarsi andare a sciocchezze", ha aggiunto. Le barche non erano assicurate: erano semplicemente legate a un ponteggio, ma questo era separato di dieci metri dalla riva, spiega Bieri. "Chi vuole rubarne una deve nuotare e la temperatura dell'acqua del lago al momento non supera i 14 gradi", fa notare l'imprenditrice. Un caso del genere non è mai accaduto nei quasi 70 anni dell'azienda di famiglia e l'ultimo furto risale a oltre un ventennio fa.
La barca era omologata per due persone, non per quattro, e il gruppo ha avuto anche la sfortuna di puntare su una delle tre imbarcazioni - su 42 - costruite in materiale sintetico, e non in legno, che presentano un ventre piatto, senza chiglia, maggiormente soggetto quindi al rollio. La barca non era però difettosa: a partire da ieri è infatti tornata ad essere noleggiata.
Stando a notizie di stampa i quattro erano partiti in treno da Fehraltorf (ZH) proprio con l'idea in testa di un'escursione illegale sul lago, dopo aver partecipato a un party. Giunti sul posto hanno continuato a bere superalcolici, poi hanno preso il largo. Intorno all'01:30 di lunedì di Pentecoste il dramma: tutti e quattro finiscono nell'acqua. Un giovane riesce a raggiungere la riva a nuoto, altri due vengono salvati dopo essere rimasti a lungo aggrappati alla barca, mentre il quarto sparisce tra le onde: il suo corpo è stato ritrovato solo ieri sera, dopo un'intera giornata di ricerche, a 18 metri di profondità e a una distanza di 250 metri dalla riva, ha indicato la polizia.
La tragedia riporta alla ribalta il tema del rapporto fra alcol e incidenti acquatici. "Registriamo un aumento dei casi di questo tipo", spiega Prisca Wolfensberger, portavoce della Società svizzera di salvataggio (SSS), in dichiarazioni riportate da "20 Minuten online". Chi entra in acqua con alcol o droga nel sangue rischia la vita, sottolinea Wolfensberger.
Quando si è ubriachi anche il minimo problema può diventare insormontabile, le fa eco Daniel Menna, addetto stampa dell'Ufficio prevenzione infortuni (upi). Non vi sono statistiche in Svizzera sull'influsso del bere sugli incidenti natatori: l'80% delle vittime degli ultimi anni sono però giovani maschi fra i 16 e i 24 anni, viene fatto notare. E negli USA esiste uno studio che dimostra che il 50% di tutti gli incidenti mortali in acqua sono riconducibili a alcol o droga.

SDA-ATS