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Il Consiglio di Stato zurighese è contrario all'imposizione di un dovere di trasparenza riguardo al finanziamento delle campagne elettorali dei partiti.

Un controllo sarebbe in ogni caso impossibile, scrive oggi il governo cantonale prendendo posizione su una mozione della sinistra.

Nella mozione, Partito socialista, Verdi ed Evangelici esigono che siano pubblicate le cifre riguardanti il finanziamento delle campagne in vista dell'"elezione di personalità", ossia di membri del governo cantonale e del Consiglio degli Stati, e chiedono all'esecutivo di preparare una legge in tal senso.

Sempre più denaro è investito nelle campagne elettorali; una buona e aperta cultura democratica richiede trasparenza e pubblicazione dei rapporti di interesse, sostengono gli autori della mozione.

Il Consiglio di Stato è però più che scettico: eventuali regolamentazioni sarebbero in ogni caso facilmente aggirabili, scrive nella sua risposta, aggiungendo che sarebbe poi anche difficile perseguire e punire gli autori di infrazioni. Il governo cantonale raccomanda dunque al parlamento di respingere la mozione.

In Svizzera non c'è attualmente trasparenza sul finanziamento dei partiti, come neppure delle campagne elettorali e di quelle in vista di votazioni popolari. I cantoni sono però liberi di decidere regolamentazioni proprie. Finora lo hanno fatto solo Ticino, Ginevra e Neuchâtel.

Nel Gran Consiglio zurighese una soluzione cantonale è già stata discussa più volte, ma le proposte finora avanzate non hanno mai avuto seguito.

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SDA-ATS