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L'edificio che ospita la moschea (l'ingresso è la porta arancione sulla destra)

Keystone/WALTER BIERI

(sda-ats)

Sarà sciolta il prossimo mese di giugno, alla fine del ramadan, l'associazione An'Nur che gestisce l'omonima moschea di Winterthur (ZH), considerata un luogo di radicalizzazione islamica.

Un responsabile dell'associazione culturale, Atef Sahnoun, ha confermato oggi all'ats l'informazione, pubblicata dal "SonntagsBlick". Non ha più senso continuare, ha detto Sahnoun al domenicale zurighese.

La moschea An'Nur (in arabo "la luce") è ripetutamente finita sotto i riflettori della cronaca come luogo di radicalizzazione islamista. Secondo varie fonti, sarebbero almeno cinque i ragazzi partiti dalla città zurighese verso la Siria per la jihad, la guerra santa islamica, nelle file dell'Isis.

Lo scorso 2 novembre la polizia aveva effettuato un blitz nella moschea e arrestato un imam etiope che, in un sermone tenuto il 21 ottobre, avrebbe incitato a uccidere e a denunciare i musulmani non praticanti. Dopo questa operazione il luogo di culto nel quartiere Hegi era rimasto chiuso per una settimana.

A fine 2016 avrebbe dovuto chiudere definitivamente, perché la società immobiliare proprietaria dell'immobile aveva deciso di non rinnovare il contratto d'affitto. Ma lo scorso gennaio i responsabili associazione culturale An'Nur e la società proprietaria dell'immobile avevano trovato un accordo davanti all'ufficio di conciliazione.

Poi, il 21 febbraio, un nuovo colpo di scena, con l'arresto di dieci uomini tra i 17 e i 53 anni accusati di aver picchiato, il 22 novembre 2016 all'interno del luogo di culto, due fedeli sospettati di aver trasmesso informazioni interne a un giornalista. Il giornalista aveva riferito del sermone all'origine dell'arresto dell'imam etiope avvenuto il 2 novembre.

I dieci arrestati sono stati accusati di aggressione, sequestro di persona, minaccia, coazione e lesioni personali. Otto di loro sono stati posti in detenzione preventiva.

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SDA-ATS