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ZH: ordinato piccolo internamento per pedofilo recidivo

Il tribunale distrettuale di Meilen (ZH) oggi ha condannato un pedofilo a sei anni di reclusione, ma rinviati a favore del cosiddetto "piccolo internamento" con terapia stazionaria. KEYSTONE/LUIS BERG sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 07 ottobre 2020 - 12:18
(Keystone-ATS)

Il tribunale distrettuale di Meilen (ZH) oggi ha condannato un pedofilo a sei anni di reclusione, ma rinviati a favore del cosiddetto "piccolo internamento" con terapia stazionaria. La sentenza non è ancora definitiva.

L'imputato - un ex impiegato della chiesa ed ex clown che ha ripetutamente abusato di diversi bambini - dovrà anche farsi carico di indennizzi e riparazioni morali. Il tribunale gli ha inoltre imposto il divieto di lavorare con i minori.

La corte lo ha ritenuto colpevole di ripetuti reati di coazione sessuale, atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere, atti sessuali con fanciulli e delitti di pornografia.

Fra le vittime figurano la figlia biologica, il figliastro e un corista della chiesa. Il giudice ha ritenuto che il pedofilo abbia sfruttato il rapporto di fiducia tra lui e le sue vittime per soddisfarsi sessualmente.

Inoltre avrebbe agito con intento e in modo sistematico. Ad esempio, con il corista è riuscito a trovare un "posto nel tessuto familiare" tramite raggiri attuati per lungo tempo. Con sua figlia, ha sfruttato la curiosità infantile e introdotto nei giochi i suoi atti sessuali.

Nel corso dei dibattimenti svoltisi il mese scorso è stato rilevato che i due ragazzi sono fisicamente e psichicamente segnati dagli abusi subiti e hanno bisogno di una terapia. Nel caso della ragazzina, potrebbero ancora passare diversi anni prima che le conseguenze si manifestino, ha detto la sua legale.

Pronunciando la pena, oggi il giudice il giudice del tribunale distrettuale ha riconosciuto che la possibilità di curare l'imputato è "limitata" ma che in linea di massima sussiste. Il normale internamento deve essere considerato come ultima ratio, da adottare nel caso l'uomo dovesse di nuovo essere processato per tali reati.

L'imputato era già stato condannato tre volte per reati di pedofilia, la prima volta negli anni Ottanta. A volte sono state ordinate delle terapie. "Ho quindi pensato che avrei potuto mantenere le distanze. Ma mi sbagliavo", ha ammesso in tribunale nel corso dei dibattimenti.

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