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L'Ufficio scolastico cantonale e il Consiglio di Stato zurighesi hanno a giusta ragione rifiutato l'autorizzazione ad aprire un giardino d'infanzia islamico a Volketswil (ZH).

Il Tribunale amministrativo di Zurigo ha respinto un ricorso dell'associazione "al Huda", promotrice del progetto.

Una scuola privata deve garantire che gli allievi non siano sottoposti ad alcun influsso pedagogico e di "visione del mondo" sostanzialmente contrari agli obiettivi della scuola pubblica, afferma il tribunale nella sentenza pubblicata oggi su internet e ancora passibile di ricorso.

Il progetto di "al Huda" non distingue a sufficienza tra "insegnamento profano" e religioso, aggiunge la corte, secondo la quale sussiste dunque il "considerevole pericolo" che ai bambini vengano impartiti primariamente contenuti religiosi, per di più poco moderati vista la vicinanza di "al Huda" al Consiglio centrale islamico della Svizzera (CCIS/IZRS), organizzazione assai controversa per le sue posizione integraliste.

In quello che sarebbe stato il primo giardino d'infanzia islamico in Svizzera due maestre d'asilo, ciascuna con un posto di lavoro al 60%, avrebbero dovuto occuparsi di 15-20 bambini. Esse sarebbero state affiancate, con un posto di lavoro al 20% ciascuna, da una insegnante di arabo e una di Corano.

Secondo il Tribunale amministrativo zurighese l'insegnamento della lingua di Maometto e quello religioso prendono troppo posto nel programma previsto. Per quanto riguarda il secondo, i giudici giudicano poi "molto vago" lo stesso programma riguardo a modi e contenuti. Criticano tra l'altro il fatto che ai bambini non sia chiaramente comunicato che taluni concetti propagati dall'Islam, per esempio in fatto di rapporti sessuali prematrimoniali e omosessualità, non corrispondono alle norme attuali della società elvetica.

Come già l'Ufficio della scuola pubblica cantonale e il governo zurighesi, che avevano detto no al progetto rispettivamente nel maggio e nel dicembre 2014, anche il Tribunale amministrativo ritiene problematico lo stretto legame tra l'associazione "al Huda" e il Consiglio centrale islamico. La persona (una donna) prevista per l'incarico di responsabile amministrativa - rileva - era sino alla fine del 2012 membro del Comitato dell'organizzazione presieduta dal 32enne biennese convertito all'Islam Nicolas Blancho. Anche se si è ormai ritirata dal CCIS, non appare credibile che non ne condivida più gli obiettivi, dice il tribunale.

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SDA-ATS