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La pubblica accusa ha chiesto oggi di condannare a 16 anni di carcere il 31enne che tre anni fa, dopo aver consumato droga, uccise brutalmente un suo conoscente di 23 anni nella villa dei genitori a Küsnacht (ZH), sulla "costa dorata" zurighese.

L'imputato, rampollo di un'agiata famiglia di commercianti d'arte, deve rispondere di omicidio intenzionale nonché di violenza carnale e ripetuta coazione nei confronti delle sua ex ragazza, come pure di altri delitti.

Il nodo principale che il Tribunale distrettuale di Meilen (ZH) è chiamato a sciogliere riguarda il grado di imputabilità, a seconda del quale - secondo l'accusa - si giustificherebbero pene di 13 o di 10 anni. Il giovane verrebbe inoltre essere sottoposto a una terapia psichiatrica di tipo ambulatoriale .

Durante la requisitoria, il procuratore ha in particolare detto di non poter escludere che l'imputato, che da tempo consumava ingenti quantità di cocaina e ketamina, vi abbia fatto ricorso proprio per non essere considerato imputabile.

Il delitto che portò all'arresto del 31enne risale al mattino del 30 dicembre 2014. In base all'atto d'accusa, l'uomo colpì la sua giovane vittima - che aveva la doppia nazionalità svizzera e britannica - con diversi oggetti, tra cui un pesante candelabro e una statua d'oro di quasi due chilogrammi, per poi infilargli una candela nella gola e strangolarlo a mani nude. Il tutto dopo aver consumato ingenti quantità di cocaina e di ketamina, un farmaco anestetico che a determinati dosaggi agisce come un potente psichedelico.

Dagli atti risulta che quello fu solo l'ultimo episodio di una lunga spirale di violenza: già tre anni prima B., in apparente stato psicotico, aggredì il padre con un bastone nella convinzione che i suoi parenti più stretti fossero diventati dei stregoni. Ricoverato in una clinica psichiatrica gli venne invano intimato di rinunciare al consumo di droga.

Nel luglio del 2014 B. cercò inoltre di scaraventare la fidanzata da un taxi in corsa e tre mesi più tardi la stuprò in un hotel di Londra. La giovane donna - chiamata ieri a testimoniare - ha raccontato di essersi decisa a denunciare l'ex fidanzato soltanto a un anno dai fatti, e in seguito al tragico epilogo, per rispetto della famiglia della vittima.

Il processo, che ha attirato sulla "costa dorata" del lago di Zurigo anche diversi giornalisti britannici, dovrebbe durare ancora per tutta la giornata di domani, quando ci sarà l'arringa della difesa. Ancora non è noto quando verrà pronunciata la sentenza.

SDA-ATS

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