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Un uomo d'affari svizzero di 63 anni, che sosteneva di possedere il Santo Graal - la coppa usata da Gesù nell'ultima cena - è stato condannato per truffa e falsità in documenti a tre anni di carcere, con la condizionale parziale. Il tribunale d'appello di Zurigo ha così confermato la prima sentenza del tribunale distrettuale di Meilen (ZH).

Nel 2005 l'uomo aveva acquistato per 300 mila euro un oggetto in oro del peso di 11 chili, scoperto nel 2001 nel Chiemsee, un lago bavarese. Affermando che si trattava del vero Santo Graal, si era ripromesso di venderlo, realizzando così un utile di un centinaio di milioni di franchi. È riuscito a convincere alcuni investitori, ai quali aveva promesso una bella fetta dell'utile qualora la vendita fosse andata in porto.

In un anno ha raccolto quasi 10 milioni, ma li ha usati per bisogni personali: appianare debiti e portare avanti certi suoi vecchi progetti. Nel 2002 e nel 2004 aveva creato società di investimento che sono poi fallite, concedendosi un salario mensile di 24 mila franchi.

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SDA-ATS