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Si è allargata a 22 la lista dei Paesi dove gli esperti Usa invitano le donne incinte a non viaggiare per la presenza del virus Zika, legato a malformazioni nei neonati come microcefalia ed altri ritardi neurologici.

Il virus Zika, identificato per la prima volta in Uganda nel 1947, si era diffuso finora principalmente in Africa e Asia, ma dopo un'epidemia in Micronesia nel 2007 potrebbe essere arrivato nel subcontinente sudamericano fra il 2014 e il 2015, attraverso l'isola di Pasqua.

Così almeno lo dimostra l'analisi genomico dell'agente infettivo trovato in America Latina, secondo la rivista medica The Lancet che considera che il virus possa diventare una emergenza sanitaria globale nel 2016.

Brasile e Colombia sono i due Paesi più colpiti dal virus Zika, nonché le due regioni dove è stato scoperto il suo possibile legame con la microcefalia fetale: in Brasile sono 3.893 i casi sospetti di microcefalia causata dal virus, mentre in Colombia esiste finora solo un caso confermato, ma l'allarme è tale che il governo ha sconsigliato alle donne di rimanere incinte almeno fino al prossimo luglio, "in considerazione della fase nella quale si trova l'epidemia e dei rischi esistenti".

Avvertenze simili sono state diffuse anche dalle autorità del Salvador, dove il governo è stato ancora più drastico, sconsigliando fortemente le gravidanze per tutto il biennio 2016-2017, una misura che potrebbe avere perfino conseguenze per l'equilibrio demografico del Paese.

L'allarme è tale che perfino negli Usa gli esperti dei Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc) consigliano alle future mamme che hanno viaggiato di recente in aree in cui è accertata la presenza del virus di sottoporsi ad un'analisi per verificare il possibile contagio.

Al possibile legame del virus Zika con le malformazioni fetali si è aggiunta poi la possibilità - evocata da esperti brasiliani - che l'infezione virale possa causare negli adulti la Sindrome di Guillaume-Barrè, in cui il sistema immunitario attacca i neuroni causando paralisi temporanee.

Non esiste per ora una cura per l'infezione da virus Zika, che è trasmesso dalla zanzara Aedes Aegypti, responsabile anche di dengue e chikungunya, il che ha portato il governo brasiliano a raddoppiare gli sforzi alla ricerca di un vaccino. "Siamo in contatto anche con laboratori internazionali per cercare di svilupparlo in tempo record", ha detto il ministro della Sanità, Marcelo Castro.

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SDA-ATS