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NEW YORK - Lo Zimbabwe ha ripreso a vendere i diamanti della controversa miniera di Chiadzwa, dopo il divieto imposto dal Kimberly Process, il sistema di certificazione internazionale per combattere il commercio illegale dei diamanti utilizzato per finanziare i conflitti. Il governo ha venduto oggi, tramite un'asta, pietre per 900 carati, ricavando circa 72 milioni di dollari, secondo quanto ha fatto sapere il ministero delle Miniere. Lo riferisce la Cnn.
Lo Zimbabwe ha ottenuto il mese scorso il via libera del Kimberly Process alla vendita dello stock di diamanti, e lo scambio è stato fatto oggi all'aeroporto internazionale di Harare. I compratori vengono da India, Libano, Usa, Israele e Russia. All'asta erano presenti anche i massimi rappresentanti delle istituzioni: il premier Morgan Tsvangirai, il vicepremier Arthur Mutambara e il vicepresidente John Nkomo, che hanno salutato con favore la ripresa di un'attività che porta ampio sostegno all'economia del Paese.
La certificazione Kimberly è stata accordata solo per le pietre estratte tra il 28 maggio ed agosto, ma la comunità internazionale - in particolare i Paesi occidentali - si è pronunciata contro il via libera perché li considera "diamanti insanguinati".

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SDA-ATS