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I primi 30 richiedenti l'asilo hanno preso posto oggi nel nuovo centro di transito allestito a Zurigo in un padiglione della Fiera a fianco dell'Hallenstadion.

La struttura utilizza unità abitative in lastre di truciolato di legno realizzate al posto delle casette temporanee dell'Ikea.

Le casette con le pareti in plastica, sviluppate in collaborazione con l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), non avevano superato superato due settimane fa un test antincendio dell'assicurazione cantonale zurighese degli immobili.

Quattro letti, quattro armadi, un tavolo e quattro sedie su una superficie di 17,5 metri quadrati, con la luce del giorno che entra da una finestrella ricoperta da una rete di metallo: l'allestimento delle nuove casette in compensato è molto spartano.

"È lo stretto indispensabile che serve per vivere", ha dichiarato durante un sopralluogo per la stampa Thomas Kunz, direttore di AOZ (Asyl-Organisation Zürich), l'associazione che gestisce il centro per conto della Città. Le unità abitative garantiscono un minimo di sfera privata, ma rimangono una soluzione transitoria.

Il nuovo centro, situato nel quartiere di Oerlikon, ospiterà fino a 250 persone, in gran parte uomini soli e minorenni non accompagnati provenienti dalla Siria, dall'Eritrea, dall'Afghanistan e dall'Iran. La loro permanenza durerà alcune settimane o mesi, ossia il tempo necessario per trovare loro una sistemazione in un appartamento nella città di Zurigo.

Il direttore di AOZ si è detto sollevato che si sia potuta trovare in così breve tempo un'alternativa alle casette dell'Ikea. Una soluzione resa possibile da una ditta che ha sviluppato in tempi record un prototipo, giudicato idoneo dall'assicurazione degli immobili, e i cui dipendenti hanno dovuto fare gli straordinari.

Il nuovo centro si trova all'interno di un padiglione a due piani. Secondo il direttore Kunz, "la diffusione del rumore potrebbe potrebbe diventare un problema" al quale si dovrà trovare una soluzione.

Le casette dell'Ikea che erano già state acquistate dalla Città sono nel frattempo state tutte smontate e si trovano in un deposito. Le autorità vorrebbero restituirle al gigante svedese dell'arredamento in cambio dei soldi, circa 1500 al pezzo. Finora non ci sono però state trattative in tal senso. "Tutte le energie erano concentrate nella realizzazione delle nuove casette", ha detto Kunz.

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SDA-ATS