In un anno oltre il 10 % dei dipendenti ha cambiato lavoro
Insoddisfazione nei confronti dei datori di lavoro ma anche desiderio di cambiamento all'origine della fluttuazione.
Dieci dipendenti su cento in Svizzera hanno cambiato posto di lavoro tra il 1999 e lo scorso anno. Il dato mostra l’insoddisfazione dei dipendenti nei confronti dei loro datori di lavoro, sottolinea la Federazione delle associazioni svizzere degli impiegati dell’industria meccanica ed elettrica (VSAM), che chiede migliori condizioni lavorative nel settore.
Nell’anno preso in considerazione, oltre 340 mila lavoratori hanno cambiato posto, secondo uno studio dell’Università di San Gallo pubblicato martedì e commissionato dalla VSAM. La cifra corrisponde a un tasso di fluttuazione del 10,2 per cento. In questo campo, la posizione della Svizzera si situa nella media se paragonata al 9 per cento fatto registrare a livello internazionale.
«Desiderio di cambiamento» e «insoddisfazione per le condizioni professionali» sono alla base di queste «diserzioni», spiega Fred Henneberger, dell’Istituto di ricerca sul lavoro e del diritto del lavoro della facoltà sangallese.
Nel settore dell’industria meccanica la fluttuazione è di poco sopra alla media svizzera: l’11 per cento, pari a 30 mila persone, precisa Alfonso Sousa-Poza dell’Università di San Gallo. I movimenti di dipendenti sono da attribuire in particolare alle condizioni di lavoro nel settore, “poco attraenti”.
Lo stipendio non è il solo parametro
Lo stipendio svolge un ruolo importante nella decisione di cambiare azienda, ma non deve neppure essere sopravvalutato, aggiunge Henneberger. Altrettanta importanza deve essere attribuita dalle condizioni di lavoro, dall’ orario e da valutazioni soggettive del dipendente.
Nonostante la congiuntura, poco favorevole, i parametri economici nel settore dell’industria meccanica ed elettrica sono migliori di quelli di dieci anni fa, sottolinea Vital Stutz, responsabile della VSAM. Gli aumenti salariali del 3 per cento rivendicati dal sindacato in estate sono quindi giustificati a parer suo.
Una politica salariale trasparente è un fattore che, accanto al livello dello stipendio, incide sulle decisioni dei dipendenti di cambiare posto. Il miglior mezzo per accrescere la soddisfazione dei dipendenti è la flessibilità dell’orario di lavoro, conclude Stutz. Questo fattore rinsalda il legame tra azienda e lavoratore, diminuendo il rischio di fluttuazione degli impieghi.
swissinfo e agenzie
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