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In Svizzera comincia l’era delle mega batterie

container dentro a una recinzione
Come tutti i grandi sistemi di accumulo in Svizzera, anche le batterie di Kappel (Soletta) sono alloggiate in grandi container. SRF

Nei prossimi mesi e anni in Svizzera verranno installate grandi quantità di batterie. È quanto emerge da una ricerca dell’emittente pubblica svizzera SRF.

La più grande batteria in funzione in Svizzera si trova a Kappel, nel canton Soletta. Il sistema di accumulo, inaugurato alla fine di giugno, può immagazzinare circa 80 megawattora di elettricità (MWh), una quantità sufficiente ad alimentare circa 30’000 nuclei familiari per due ore.

Il primato, però, è destinato a durare poco. A settembre entrerà infatti in funzione a Gurtnellen, nel canton Uri, un impianto ancora più grande, con una capacità tale da fornire elettricità per due ore a quasi 120’000 nuclei familiari.

Questi progetti testimoniano una tendenza destinata ad accelerare: la Svizzera sta entrando nell’era delle grandi batterie, destinate a svolgere un ruolo sempre più importante nella gestione della rete elettrica e nell’integrazione delle energie rinnovabili. Una progressione che dovrebbe colmare il ritardo accumulato dalla Confederazione nel settore, con i Paesi vicini che dispongono di capacità dell’ordine dei gigawattora, almeno dieci volte superiori a quelle elvetiche.

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L’espansione delle batterie in Svizzera è strettamente legata allo sviluppo del fotovoltaico. Quando la produzione solare è abbondante, l’elettricità in eccesso può essere accumulata e reimmessa in rete nelle ore serali, dopo il tramonto, quando la domanda resta elevata ma i pannelli non producono più energia.

“In futuro le batterie svolgeranno la funzione di compensazione tra il giorno e la notte”, spiega Christian Schaffner, direttore dell’Energy Science Center del Politecnico federale di Zurigo.

>> La Svizzera contribuisce alla ricerca di soluzioni per uno stoccaggio efficace e duraturo dell’elettricità, come spieghiamo qui:

Un’espansione rapida

Finora le batterie sono rimaste ai margini del dibattito pubblico. “Uno dei motivi è che lo sviluppo del settore è estremamente rapido: questi impianti possono essere realizzati in tempi brevi”, osserva il ricercatore. “Tra la decisione d’investimento e l’entrata in funzione trascorrono generalmente da uno a due anni”.

A favorire questa espansione contribuisce anche il fatto che le grandi batterie sono considerate una tecnologia sicura e poco controversa sul piano sociale, a differenza di altri temi energetici che suscitano maggiori discussioni, come l’energia eolica o il nucleare.

La crescita è evidente in tutta la Svizzera. Negli ultimi anni, secondo le ricerche di SRFCollegamento esterno, nel Paese sono state installate batterie con una capacità complessiva di almeno 150 megawattora. Entro la fine dell’anno dovrebbero aggiungersi ulteriori 280 MWh di capacità di accumulo.

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La vera ondata di investimenti, però, deve ancora arrivare. Da qui al 2030 sono infatti in fase di pianificazione impianti di accumulo per almeno 4’350 MWh aggiuntivi. Una capacità che, in termini teorici, basterebbe ad alimentare per due ore oltre quattro milioni di economie domestiche.

E il settore continua a espandersi: nuovi progetti vengono annunciati regolarmente, a conferma del crescente ruolo che le batterie sono destinate a svolgere nel sistema elettrico svizzero.

Batterie redditizie

Tutti questi progetti hanno un elemento in comune: sono finanziati interamente da investitori privati, senza ricorrere a sussidi statali. Il direttore generale dell’azienda che ha realizzato l’impianto di Kappel, Cédric Christmann, sottolinea che “si tratta di un’attività puramente commerciale. Ed è giusto che sia così”.

Vista di una batteria attraverso una recinzione
Le batterie vengono solitamente prodotte in Cina e installate in modo permanente nei container. I container vengono poi trasportati via nave in Europa e, da lì, in Svizzera tramite ferrovia o camion. L’impianto di Kappel comprende in totale 20 container. SRF

Il modello economico è relativamente semplice. Nelle ore centrali della giornata, quando l’abbondante produzione fotovoltaica fa scendere i prezzi dell’elettricità, l’energia viene accumulata nelle batterie. La sera, quando la domanda aumenta e i prezzi tendono a salire, l’elettricità viene reimmessa in rete e venduta a un prezzo più elevato.

In alternativa, i gestori possono mettere a disposizione la capacità delle batterie a Swissgrid, la società nazionale responsabile della rete di trasmissione, che le utilizza per compensare le oscillazioni della rete elettrica e contribuire a mantenerne la stabilità.

Centrali di pompaggio e batterie si completano

Le grandi batterie non sono pensate per colmare l’eventuale carenza di elettricità durante l’inverno, precisa Schaffner. Possono però contribuire a preservare le riserve idriche disponibili nella stagione fredda.

Assumendo sempre più il compito di compensare le variazioni della produzione e dei consumi nell’arco della giornata, i sistemi di accumulo alleggeriscono infatti il lavoro delle grandi centrali idroelettriche ad accumulazione con pompaggio presenti nelle Alpi. Questo permette di trattenere una maggiore quantità d’acqua nei bacini, da utilizzare in un secondo momento per far fronte alle esigenze di stoccaggio su scala stagionale.

Batterie e impianti idroelettrici ad accumulazione non sono quindi tecnologie concorrenti, ma complementari: le prime garantiscono flessibilità nel breve termine, mentre i secondi restano essenziali per assicurare riserve energetiche durante i mesi invernali.

In Svizzera i grandi sistemi di accumulo a batteria (BESS, Battery Energy Storage Systems) non sono attualmente oggetto di un censimento centralizzato.

Swissolar raccoglie dati sulle batterie installate presso le abitazioni private attraverso il suo “Monitor delle batterie in Svizzera”. Per il 2024 l’associazione stima una capacità complessiva di circa 1’500 megawattora per questi impianti, installati a valle della rete di distribuzione (behind-the-meter).

Per i sistemi di accumulo di maggiori dimensioni collegati alla rete di distribuzione (front-of-the-meter) non esiste invece alcun obbligo di notifica.

La panoramica realizzata da SRF si basa pertanto su fonti pubblicamente accessibili e su informazioni fornite direttamente dai gestori degli impianti o dai produttori delle batterie.

L’analisi considera esclusivamente sistemi di accumulo con una potenza pari o superiore a 5 megawatt. Non sono invece inclusi gli impianti destinati ad applicazioni specifiche, come i sistemi di alimentazione d’emergenza per ospedali o siti industriali.

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