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Perché no a un secondo parco nazionale?

L'erioforo, o più comunemente piumino, nella regione della Greina, che sarebbe diventata parte integrante del nuovo Parc Adula. (KEYSTONE/Arno Balzarini) Keystone

Solo 9 dei 17 comuni ticinesi e grigionesi interessati hanno approvato la creazione del “Parc Adula”. Nella forma che era stata prevista, il progetto di un secondo parco nazionale in Svizzera è così naufragato. swissinfo.ch ha chiesto a Andrea Hämmerle, che segue da vicino la politica ambientale, le ragioni di questo ‘no’.

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 novembre 2016 - 16:54

Il Parc Adula sarebbe stato il primo parco nazionale nella storia ad avere una legittimità democratica. Ma così non è stato: 8 comuni hanno infatti respinto il progetto. Tra di loro anche i comuni di Blenio e di Vals, i più importanti della zona centrale. La superficie minima per la zona centrale prevista dalle norme federali non è così raggiunta.

Il socialista grigionese Andrea Hämmerle è stato deputato nel parlamento federale dal 1991 al 2011. Uno dei suoi cavalli di battaglia è l'ambiente. Keystone

swissinfo.ch: I promotori del progetto hanno svolto un grande lavoro per coinvolgere sin dall’inizio la popolazione ed informarla. Ciò però non è bastato. Perché?

Andrea Hämmerle: Durante la campagna sono state formulate soprattutto due critiche contro la creazione del Parc Adula: un mostro democratico e una limitazione della libertà della popolazione locale. Entrambi gli argomenti hanno a che vedere con una grande sfiducia nei confronti della “burocrazia ambientale”.

swissinfo.ch: La democrazia diretta e i suoi metodi deliberativi hanno fallito proprio a causa di questa sfiducia?

A.H.: No, non si può dire così. È però vero che la creazione di un parco nazionale è praticamente impossibile in una democrazia diretta, quando a decidere sono solo i diretti interessati. Ovviamente non si può però imputare questo fallimento alla democrazia diretta.

È altresì vero che con questo metodo non si potrà mai istituire un parco nazionale. Non è un fenomeno svizzero o grigionese. Lo stesso avviene in qualunque parte del mondo. Non conosco nessun parco nazionale creato grazie a una decisione democratica della popolazione direttamente interessata.

swissinfo.ch

swissinfo.ch: Come lo spiega?

A.H.: Con la paura di vedere limitate le proprie libertà e che persone dall’esterno possano determinare il destino della gente del posto. È così ovunque. Quando però un parco viene effettivamente creato, va diversamente: la critica rimane, ma diminuisce, poiché si percepiscono anche i vantaggi.

swissinfo.ch: È giudizioso che la democrazia locale possa affossare un progetto di portata nazionale?

A.H.: Se si vuole realizzare veramente un parco nazionale, bisogna allargare la cerchia dei votanti. Oltrepassare la popolazione locale è però anche problematico. È un dilemma.

swissinfo.ch: Il Parc Adula è morto?

A.H.: Sì, il Parc Adula è morto, poiché dei comuni importanti hanno detto no.

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