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PLR: sistema scolastico va rafforzato, cinque le aree d’azione

Keystone-SDA

(Keystone-ATS) Il sistema scolastico in Svizzera va rafforzato: è l’opinione del Partito liberale radicale (PLR), che è passato all’azione dapprima con un documento di posizione, a giugno, e poi con iniziative e atti parlamentari concreti.

La campagna dei radicali è stata presentata oggi a Berna nel corso di una conferenza stampa. Secondo il partito, quello dell’istruzione obbligatoria è un settore che ha urgentemente bisogno di interventi.

Uno smartphone mostra l’app SWIplus con le notizie per gli svizzeri all’estero. Accanto, un banner rosso con il testo: ‘Rimani connesso con la Svizzera’ e un invito a scaricare l’app.

“La scuola dell’obbligo – è stato sottolineato – ha il fiato corto: troppi allievi alla fine del loro percorso formativo non sanno fare i calcoli, né leggere correttamente”. Inoltre “la scuola inclusiva abbandona sia i bambini con difficoltà d’apprendimento, sia quelli più dotati e il corpo docenti è impantanato nella burocrazia”.

Per questo motivo il PLR ha messo a punto una sorta di “cassetta degli attrezzi” contenente cinque mozioni volte a risolvere i problemi più urgenti.

Cinque “mozioni esempio”

In particolare si propone di tornare alle classi di sostegno in sostituzione della scuola inclusiva (intervento parlamentare “Istruzione adeguata alle esigenze dei nostri figli”), di creare classi linguistiche per allofoni (“Gli alunni che non capiscono l’italiano quando arrivano a scuola frequentino una classe linguistica prima di entrare in una classe tradizionale”), di ridurre la burocrazia in favore dell’insegnamento (“Meno burocrazia, più insegnamento”), di evitare l’indottrinamento ideologico dei bambini (“Garantire la neutralità politica della scuola dell’obbligo”) e di vietare in classe gli smartphone (“Gli smartphone non hanno posto in classe”).

Grazie a questi cinque atti parlamentari che fungono da esempio, una trentina di interventi sono già stati presentati nei parlamenti cantonali o lo saranno nelle prossime settimane: “stiamo facendo pressione sulle autorità cantonali, riscontrando una crescente risonanza tra la popolazione e negli ambienti vicini al mondo dell’insegnamento”, hanno sottolineato gli oratori.

Già alcuni successi

In particolare nei cantoni di Neuchâtel, Zugo, Ginevra e Argovia sono stati depositati atti parlamentari per ridurre gli eccessi di burocrazia nel sistema scolastico, mentre ad Argovia, Berna, Basilea Città, Lucerna, Nidvaldo, Soletta e Ginevra sono state presentate richieste di limitare il principio di scolarizzazione inclusiva.

Le sezioni di San Gallo e Neuchâtel si adoperano per garantire un uso sano dei telefoni cellulari, mentre quelle di Argovia, Basilea Città e San Gallo, tra le altre, si stanno battendo per garantire le pari opportunità attraverso corsi di lingua per bambini non germanofoni.

Gli oratori hanno colto l’occasione per sottolineare i successi già riscontrati dall’impegno del PLR sul tema della scuola dell’obbligo: “In Ticino – hanno ricordato – è stata proposta una profonda riorganizzazione della griglia oraria nella scuola media per rendere più moderna, flessibile e orientativa la scuola stessa”. A Zurigo, ad esempio, è stata presentata con successo un’iniziativa popolare per reintrodurre le classi di sviluppo. I liberali-radicali di Basilea Città hanno ottenuto il ritorno alle classi di sostegno pedagogico, dopo una pausa di 13 anni. E pure nella Svizzera francese sono state presentate diverse iniziative volte a rafforzare le scuole e a ridurre la burocrazia.

Guidare la scuola verso il futuro

“Sono orgoglioso del nostro partito: la scuola dell’obbligo deve tornare alla sua missione originaria, la trasmissione del sapere”, ha affermato il presidente del PLR Thierry Burkart. “Circa 200 anni fa, i liberali-radicali hanno introdotto la scuola dell’obbligo gratuita per tutti. Oggi sembra che spetti ancora una volta a noi guidarla verso un futuro promettente”.

La presidente della sezione argoviese del PLR, Sabina Freiermuth, ha aggiunto: “dobbiamo spingere le autorità ad agire. Gli sviluppi degli ultimi anni hanno portato a enormi disfunzioni e a condizioni talvolta insostenibili nelle aule scolastiche. I nostri ragazzi e i loro insegnanti, che si impegnano quotidianamente meritano di meglio”.

Insegnanti reagiscono con freddezza

Immediata la reazione del Sindacato degli insegnanti romandi (SER), che accoglie con freddezza la riforma presentata dal PLR: l’organizzazione chiede che si torni alla realtà, evitando “belle intenzioni teoriche a livello nazionale”.

Il SER – in una nota – si dice lieto che uno dei principali partiti politici del paese affronti concretamente la questione relativa all’istruzione si stia impegnando concretamente nelle questioni relative all’istruzione”, ma ricorda che la scuola dell’obbligo è di competenza cantonale.

Inoltre il sindacato sottolinea che il PLR spalanca porte già aperte, includendo nel suo progetto proposte che sono state avanzate dalle associazioni professionali “da molti anni”.

L’unico punto su cui l’organizzazione di categoria concorda con il PLR è quello secondo cui bisognerebbe lasciare alle scuole il tempo tempo per fare il loro lavoro e si dovrebbe evitare il susseguirsi di riforme scolastiche.

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