L’addio di Calmy-Rey
Prima di passare all'elezione dei sette membri del governo per la prossima legislatura, l'Assemblea federale si è congedata dalla dimissionaria Micheline Calmy-Rey.
A nome del parlamento, il presidente della Camera dei Cantoni Hans Altherr ha reso omaggio alla ministra degli affari esteri, che quest’anno è anche presidente della Confederazione, sottolineando il suo gusto per la politica e per le sfide.
La socialista ginevrina, in governo da nove anni, si è impegnata per una neutralità attiva e una diplomazia aperta, ha ricordato Altherr. Egli ha pure ricordato il suo impegno per la promozione della pace e per i più deboli.
La parola è quindi passata a Micheline Calmy-Rey, che nel suo discorso di addio ha ricordato i profondi cambiamenti intervenuti nel mondo rispetto all’inizio del 2003 quando è entrata in governo.
La ministra dimissionaria ha quindi esortato l’Assemblea federale a proseguire gli sforzi per sostenere i più disagiati nel mondo e in favore di una politica di apertura.
In conclusione Micheline Calmy-Rey ha rammentato “l’audacia, il coraggio e l’apertura” che hanno caratterizzato lo stato federale elvetico ai suoi albori quando il Vecchio Continente viveva grandi turbolenze ed ha auspicato che la Svizzera affronti il futuro allo stesso modo.
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