Due giornalisti di Swissinfo hanno provato a tagliare i ponti con i giganti tecnologici statunitensi. Ecco cosa è successo.
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Analizzo i rischi, le opportunità e gli impatti concreti dell'intelligenza artificiale sulla società e sulla vita quotidiana. Approdata a SWI swissinfo.ch nel 2020, traduco la complessità della scienza e della tecnologia in storie che parlano a un pubblico globale.
Nata a Milano in una famiglia italo-egiziana, mi interesso di sapere e scrittura fin da bambina. Ho lavorato tra Milano e Parigi come redattrice plurilingue per riviste tecnologiche fino alla svolta nel giornalismo internazionale con SWI swissinfo.ch.
Mi occupo di temi legati al clima e alla sostenibilità con un approccio basato sui dati. Formato come giornalista ma attivo come data scientist, unisco narrazione e analisi per far emergere i fatti dietro la transizione ecologica della Svizzera. A SWI swissinfo.ch mi concentro su come il cambiamento climatico influisce sulla vita quotidiana e su quali soluzioni possono fare la differenza.
Il mio lavoro si concentra sulla realizzazione di video e podcast su argomenti scientifici e tecnologici. Sono specializzato nello sviluppo di formati video esplicativi per la visione mobile, mescolando stili di animazione e documentari.
Ho studiato regia e animazione all'Università delle Arti di Zurigo e ho iniziato a lavorare come giornalista video presso SWI swissinfo.ch nel 2004. Da allora mi sono specializzato nella creazione di diversi stili di animazione per i nostri prodotti visivi.
Gran parte della nostra vita digitale – dalle foto alle password fino ai documenti personali – è archiviata da qualche parte nell’infrastruttura cloud delle Big Tech. Quasi ogni interazione con il mondo esterno, sia privata che professionale, passa attraverso una manciata di aziende statunitensi.
Due giornalisti di Swissinfo, Kristian Foss Brandt e Sara Ibrahim, hanno deciso di tagliare i ponti con le grandi aziende tecnologiche e hanno intrapreso un percorso verso l’indipendenza digitale.
Hanno iniziato dalle basi: computer, e-mail, telefoni, servizi cloud e strumenti di intelligenza artificiale. Immaginavano che il processo avrebbe comportato qualche semplice cambiamento: abbandonare un servizio per adottarne un altro.
In realtà, è stato un po’ come strappare radici da un terreno secco: possibile, sì, ma lento e complicato. Ben presto si sono ritrovati in una sorta di mondo parallelo, in cui i pagamenti mobili hanno smesso di funzionare, le app di lavoro si bloccavano e non riuscivano più ad accedere ai servizi che avevano usato per tutta la vita.
Hanno capito che il problema non è una singola app o piattaforma. È l’ecosistema che le grandi aziende tecnologiche hanno costruito attorno alle nostre vite digitali. Liberarsene richiede tempo, denaro e molta pazienza.
Seguite Kristian Foss Brandt e Sara Ibrahim in questa nuova serie per saperne di più su cosa significa allontanarsi dalle grandi aziende tecnologiche.
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Due giornalisti di Swissinfo hanno provato a tagliare i ponti con i giganti tecnologici statunitensi nel tentativo di raggiungere l’indipendenza digitale. Ecco cosa è successo.
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