Sara Stalder: siamo tutti consumatori, anche i politici
L'apertura dei mercati internazionali rende più vulnerabili i consumatori. La protezione dei loro diritti, che interessa sempre di più tutta la popolazione, non figura però tra le priorità dei politici, deplora Sara Stalder, direttrice della principale organizzazione svizzera dei consumatori.
Sara Stalder ha assunto nel 2008 la direzione della Fondazione per la protezione dei consumatori (SKS), attiva nella Svizzera tedesca. Assieme alle altre associazioni regionali del settore, la SKS difende con pochi mezzi finanziari i diritti dei consumatori di fronte al potere del mondo economico, aziende, produttori e commercianti.
La principale organizzazione dei consumatori raccoglie così molte simpatie presso la popolazione. La socialista Simonetta Sommaruga, eletta l’anno scorso nel governo svizzero, è diventata una donna politica molto popolare, grazie anche alle sue attività di ex direttrice e presidente della SKS.
swissinfo.ch: Sara Stalder, desidera anche lei approfittare del trampolino di lancio offerto dalla SKS per seguire le orme di Simonetta Sommaruga?
Sara Stalder: Attualmente non mi pongo questa domanda, dal momento che il mio lavoro presso la SKS mi soddisfa e mi occupa pienamente. È un’attività che mi porta spesso a lavorare a stretto contatto con i politici, ma per il momento non vedo per me sbocchi in questa direzione.
swissinfo.ch: Un tempo si parlava di consumi soprattutto per denunciare il consumismo. Come mai da alcuni anni le questioni dei consumatori sono diventate invece molto popolari?
S.S.: Credo che questo interesse abbia preso inizio con l’arrivo dei primi grandi centri commerciali in Svizzera, negli anni ’60 e ’70, quando i consumi sono diventati un fenomeno di massa. Molti consumatori hanno cominciato ad accorgersi di essere spesso indifesi di fronte al potere dei produttori e dei grandi commercianti. Si sono resi conto che non potevano fidarsi ciecamente di quanto figurava sugli imballaggi e che alcuni prodotti erano addirittura nocivi.
Non va inoltre dimenticato che oggigiorno la protezione dei consumatori concerne tutti i cittadini. Siamo tutti consumatori, perfino i produttori, gli attori economici e i politici.
swissinfo.ch: La protezione dei consumatori è probabilmente uno dei pochi settori che supera ogni fossato politico, ogni barriera regionale o culturale in Svizzera.
S.S.: Le questioni dei consumatori sono praticamente identiche per tutta la popolazione, a parte alcune piccole differenze regionali. Chi è vittima di un contratto tranello, si arrabbia allo stesso modo nella Svizzera tedesca che nelle altre regioni del paese. La protezione dei consumatori non rientra neppure nello schema politico che divide la destra e la sinistra. È più che altro una questione di consapevolezza dei propri diritti di consumatore e di cittadino.
swissinfo.ch: I temi della protezione dei consumatori sono molto sentiti dalla popolazione. Come mai non figurano invece tra le priorità dei politici svizzeri?
S.S.: È un fatto molto sorprendente. Al momento dell’apertura dei mercati nell’UE, i politici dei paesi europei hanno capito che era necessario migliorare i diritti dei consumatori. È una cosa logica: più il mercato è grande e maggiore è il rischio di essere confrontati a prodotti di origine sconosciuta che non rispettano norme di sicurezza, di affidabilità. Non riusciamo a capire perché questo modo di vedere non si sia ancora esteso tra i politici svizzeri. Mentre il mercato si è ampiamente aperto anche da noi, i diritti dei consumatori sono rimasti quelli di una ventina di anni fa.
swissinfo.ch: La Svizzera è quindi un paese in via di sviluppo per quanto concerne i diritti dei consumatori?
S.S.: Sì. Ed è peccato, perché ancora una ventina di anni fa, la Svizzera era considerata un paese di riferimento in questo campo. In diversi paesi europei, quando vi erano casi giuridici difficili da risolvere, si consultava spesso la legislazione svizzera.
Oggi questo non avviene quasi più, poiché la nostra legislazione è in ritardo. Lo è in particolare nel settore degli accordi tariffari, della responsabilità, del diritto contrattuale, delle norme di garanzia. In Svizzera, ad esempio, i produttori possono cancellare o limitare anche solo ad un mese il periodo di garanzia sui loro prodotti. Le norme dell’UE impongono invece un minimo di 2 anni.
swissinfo.ch: A battersi contro una migliore protezione dei consumatori sono generalmente i parlamentari legati al mondo economico. Non è possibile conciliare interessi economici e protezione dei consumatori?
S.S.: È possibile, anche se in Svizzera molti politici non vogliono rendersene conto. Nell’UE questo cambiamento di paradigma è già in buona parte avvenuto: il mercato funziona meglio quando i diritti dei consumatori sono rispettati e le regole sono chiare. I consumatori che hanno fiducia nell’economia e nei commercianti sono buoni consumatori.
swissinfo.ch: Quali sono le aspettative delle associazioni dei consumatori per le prossime elezioni?
S.S.: Ci aspettiamo in particolare che il nuovo parlamento istauri un mercato più sicuro e trasparente per i consumatori. Per questo motivo abbiamo preparato una Carta dei consumatori, che sottoponiamo a tutti i candidati. Coloro che la sottoscrivono, si impegnano a difendere gli interessi dei consumatori durante la legislatura. Siamo però coscienti del fatto che non potremo avere in parlamento una lobby così forte come quella dell’economia, che dispone di mezzi finanziari immensi.
swissinfo.ch: Da quando lavora per la SKS è cambiata la sua visione della politica?
S.S.: Da un lato ho notato positivamente che molti politici svolgono generalmente il loro lavoro in modo alquanto dinamico e che in Svizzera le decisioni prese vengono di solito anche applicate. Dall’altro, avendo lavorato prima come insegnante, ho dovuto costatare che l’immagine del parlamento presentata da molti manuali scolastici non corrisponde alla realtà. Più che rappresentanti del popolo molti politici sono rappresentanti di interessi economici. Un giorno vorrei scrivere un manuale scolastico per spiegare in che modo il potere delle lobby influenza la politica svizzera.
Nata nel 1966 a Dürrenroth, nel canton Berna, Sara Stalder ha ottenuto un diploma d’insegnamento nelle scuole primarie e, in seguito, si è perfezionata in management di direzione scolastica e in economia aziendale.
Dopo aver lavorato come insegnante e responsabile di un istituto scolastico, nel 2008 ha assunto la direzione della Fondazione per la protezione dei consumatori (SKS).
Sposata e madre di tre ragazze, Sara Stalder vive a Sumiswald nel canton Berna.
Fondata nel 1964, la Fondazione per la protezione dei consumatori (Stiftung für Konsumentenschutz SKS) è diventata la più grande organizzazione svizzera che si batte in difesa dei diritti dei consumatori.
La SKS, che si definisce indipendente, è attiva nella Svizzera tedesca e dispone di un budget di 1,2 milioni di franchi, provenienti principalmente da donazioni e dalla vendita di materiale informativo.
La Confederazione sostiene la fondazione con un contributo che corrisponde al 15% del budget annuale.
In vista delle elezioni federali del 23 ottobre, l’Alleanza delle organizzazioni de consumatori – che riunisce la SKS, la Federazione romanda dei consumatori e l’Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana – ha deciso di sottoporre a tutti i candidati una Carta con 8 rivendicazioni destinate a rafforzare i diritti dei consumatori in Svizzera.
Coloro che la sottoscrivono, si impegnano a sostenere in parlamento i principi enunciati dal documento. I nomi dei firmatari saranno pubblicati prima delle elezioni, in modo da aiutare i cittadini nella loro scelta.
Queste le rivendicazioni principali: estensione del diritto contrattuale almeno al livello di protezione garantito dall’UE, garanzie di protezione dei clienti in caso di difficoltà finanziarie di una banca, tariffe trasparenti e più moderate nei settori dell’energia e delle telecomunicazioni, promozione della salute e sicurezza dei prodotti alimentari.
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