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Finanziamento dei partiti, occorre chiarezza

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La Svizzera è stata nuovamente criticata per l'opacità nel finanziamento dei partiti. Nel suo rapporto, il Greco – un organo di controllo del Consiglio d'Europa – chiede norme più severe in materia e invita la Svizzera a fare di più nella lotta contro la corruzione.

Nella maggior parte dei paesi occidentali, il finanziamento dei partiti politici e delle campagne elettorali è disciplinato per legge In Svizzera invece non esistono disposizioni legali a livello federale e cantonale che garantiscano una certa trasparenza e un controllo adeguati. È quanto ha sottolineato nuovamente il Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) del Consiglio d’Europa.

Negli ultimi anni, il finanziamento dei partiti ha suscitato polemiche fuori e dentro i confini nazionali ed è stato uno dei temi della campagna per le elezioni federali di ottobre.

Chieste regole più severe

Socialisti e Verdi hanno sottolineato a più riprese la necessità di pubblicare la lista delle donazioni ai partiti e di elaborare regole più chiare in materia, ma in parlamento hanno sempre incontrato l’opposizione dei partiti borghesi. Il 28 ottobre, ad esempio, la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (Camera bassa) ha respinto una mozione degli Stati (Camera alta) che chiedeva di rendere pubbliche le somme investite nelle campagne che precedono le votazioni federali.

Recentemente anche organizzazioni internazionali come Transparency International, Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e Democracy Barometer hanno denunciato la mancanza di trasparenza del sistema elvetico.

Dal canto suo il Greco mostra una certa comprensione per la tradizione della Confederazione di considerare organizzazioni private i partiti e garantire loro una certa discrezione. Ciononostante, la commissione ricorda che «i movimenti politici e i candidati alle elezioni dovrebbero tenere una contabilità completa, pubblicare i propri conti e rendere note le donazioni che superano un determinato importo».

«Le donazioni anonime andrebbero inoltre vietate e un’autorità indipendente dovrebbe controllare il rispetto delle disposizioni sulla trasparenza e pronunciare sanzioni in caso di violazioni».

Il Gruppo ritiene anche problematica la trasparenza di organizzazioni vicine ai partiti, che possono finanziare di nascosto candidati, formazioni politiche e campagne. Invita quindi le au­torità svizzere a consegnare, entro fine aprile 2013, un rapporto sulla realizzazione delle rac­comandazioni.

I cittadini devono sapere

In agosto, l’ONG Transparency International aveva già bacchettato la Svizzera per l’opacità nel finanziamento dei partiti, sottolineandone l’incompatibilità con molte norme internazionali tra cui quelle emesse dallo stesso Greco.

«Per poter svolgere pienamente le proprie responsabilità civiche, i cittadini svizzeri devono avere il diritto di sapere da dove viene il denaro con cui vengono finanziati i partiti e le campagne», spiega il gruppo. Transparency International ha accolto in modo favorevole le raccomandazioni del Greco, ma ha ribadito la necessità di fissare un tetto massimo per le donazioni e le spese politiche per le campagne e i candidati.

Il Dipartimento federale di giustizia ha già annunciato che all’inizio del prossimo anno il Consiglio federale discuterà il da farsi. Attualmente sono pendenti o in corso di realizzazione diverse iniziative che chiedono maggiore trasparenza.

Corruzione, la Svizzera può fare di più

Nel suo rapporto il Greco sottolinea inoltre che in Svizzera – malgrado una solida base legale – le condanne per corruzione siano piuttosto modeste rispetto ai procedimenti pendenti: 15 l’anno, tra il 1999 e il 2009. Ciò vale sia per il settore privato che per quello pubblico.

«Dato il suo importante ruolo di piazza economica e finanziaria e visto l’alto numero di multinazionali presenti sul suo territorio, la Svizzera è particolarmente esposta ai rischi di corruzione privata e di corruzione di agenti pubblici stranieri», ricorda il Greco. Il gruppo d’esperti ritiene problematico il fatto che i perseguimenti penali nel settore privato siano subordinati alla presentazione di una denuncia da parte di un singolo, di una società o di un’associazione. Finora nessuna denuncia è stata inoltrata sulla base di questo tipo di infrazioni.

Essendo limitata alle relazioni commerciali, la legge anticorruzione nel settore privato esclude inoltre le attività non commerciali di organizzazioni o associazioni, in particolare sportive, sottolinea ancora il Greco. Per aumentare l’efficacia delle norme penali elvetiche l’organismo raccomanda quindi di perseguire la corruzione privata d’ufficio e non soltanto su querela.

La maggior parte del Paesi membri del Consiglio d’Europa dispone di disciplinamenti sul finanziamento dei partiti.

In Svizzera, per contro, tutti i tentativi intrapresi dalla sinistra per introdurre una legge in tal senso sono naufragati.

Secondo l’organizzazione Transparency International, in tal modo la Svizzera presta il fianco agli abusi e alla corruzione.

La responsabile del Dipartimento di giustizia e polizia Simonetta Sommaruga ha incaricato in febbraio l’Ufficio federale di giustizia di elabore un rapporto sulle regolamentazioni in vigore negli altri paesi.

In Svizzera soltanto i cantoni Ticino e Ginevra han­no elaborato norme, benché non dettagliate, sul fi­nanziamento dei partiti politici.


In Ticino i partiti sono tenuti a notificare alla Cancel­leria dello Stato tutte le donazioni superiori ai 10’000 franchi, che scendono a 5’000 per i candidati alle elezioni e per i comitati referendari e d’iniziativa.


A Ginevra invece tutte le formazioni, i movimenti e i gruppi che partecipano alle elezioni devono presen­tare annualmente all’Ispettorato fiscale cantonale i conti economici, comprendenti una lista dei propri do­natori.

Tuttavia questa documentazione fornisce in­formazioni soltanto sull’importo complessivo e non permette di risalire alle singole donazioni.

(Traduzione e adattamento dall’inglese)

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