Da Ginevra, Assange biasima gli Stati Uniti
ll fondatore del sito Wikileaks, Julian Assange, ha severamente criticato la reazione degli Stati Uniti ai documenti pubblicati concernenti gli abusi in Iraq e in Afghanistan.
«Invece di indagare sui fatti, i responsabili hanno assunto un atteggiamento aggressivo nei confronti di Wikileaks», ha deplorato l’informatico australiano in un’affollatissima conferenza stampa a Ginevra, aggiungendo che il comportamento americano è contrario agli interessi del paese stesso, in quanto lede la reputazione in materia di libertà d’espressione.
Contrariamente ad altri paesi, come il Regno Unito e la Danimarca, gli Stati Uniti non hanno infatti annunciato l’apertura di inchieste sulle informazioni relative ad abusi dei diritti umani rivelate da Wikileaks, ha detto il fondatore del sito.
Assange – protetto da importanti misure di sicurezza – era stato invitato in Svizzera dall’Istituto internazionale per la pace, la giustizia e i diritti umani, un’ONG con sede a Ginevra.
Il militante dovrebbe intervenire anche venerdì all’ONU, dove i rappresentanti dei 47 paesi membri del Consiglio per i diritti umani esamineranno il primo rapporto presentato dagli Stati Uniti nell’ambito dell’Esame periodico universale, meccanismo istituito nel 2006 cui sono sottoposti a turno tutti i 192 paesi membri.
Assange ha inoltre annunciato la pubblicazione di altre migliaia di file, riguardanti anche paesi quali la Russia e il Libano.
swissinfo.ch e agenzie
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