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Il Consiglio della stampa bacchetta il Blick

Anche se accessibili su Internet, le foto intime di una persona non possono essere pubblicate in assenza di un interesse pubblico preponderante.

Sotto il titolo «Sadomaso all'Ufficio sociale», il Blick aveva pubblicato nel giugno del 2009 varie immagini tratte da un sito nel quale una giovane, definita «dirigente dell'ufficio sociale» di un piccolo comune del canton Zurigo, posava in qualità di «schiava sessuale».

Il volto della donna era stato velato, ma il sito Internet era citato esplicitamente, come pure il nome dell'interessata e il comune in questione. In tal modo la persona veniva resa riconoscibile oltre i confini della cerchia di persone più vicine.

In merito a questa vicenda, il Consiglio della stampa ritiene che il Blick abbia violato in modo grave la sfera privata della persona. Nel sito, infatti, era usato uno pseudonimo e non venivano fornite indicazioni né sul luogo né sul tipo di lavoro che la donna svolgeva.

Secondo l'organo, nella fattispecie non sussisteva alcun interesse pubblico che giustificasse la pubblicazione di contenuti provenienti da quel sito web da parte del giornale, facendone conoscere i particolari a un pubblico più esteso e indifferenziato. Anche i dipendenti pubblici hanno diritto alla tutela della loro sfera privata, fa presente il Consiglio.

La ripresa di immagini di questo tipo da Internet soddisfa certamente una certa curiosità, ma di regola – rileva il Consiglio della stampa – non vi è un interesse pubblico neppure se sono coinvolti funzionari, anche di alto grado, di uffici pubblici.

swissinfo.ch e agenzie


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