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Mai così pochi morti sulle strade svizzere

Nel 2009 il numero delle vittime di incidenti stradali è ancora una volta diminuito. I morti sono stati 348, mentre i feriti gravi 4'648.

Da quando esistono statistiche sugli incidenti stradali (i primi dati si riferiscono al 1965) non si era mai registrato un numero così basso di morti e feriti gravi sulle strade svizzere.

Dal picco raggiunto nel 1970 (quando vi furono 1’694 morti e 18’314 feriti gravi) il calo è stato costante anno dopo anno, salvo alcune eccezioni.

Lo scorso anno, la diminuzione è stata del 3% rispetto al 2008, ha indicato martedì l’Ufficio prevenzione infortuni (UPI).

“I fattori che contribuiscono maggiormente alla sicurezza degli automobilisti e dei loro passeggeri sono i progressi compiuti nella tecnica dei veicoli (in particolare i sistemi di assistenza alla guida), le migliorie infrastrutturali e la giusta combinazione di misure preventive e repressive da parte della polizia stradale”, spiega l’UPI nel comunicato.

Il calo più significativo dei morti (-18% in un anno) è registrato tra gli automobilisti. L’UPI è invece preoccupato dall’impressionante aumento del numero di vittime tra i ciclisti: i morti sono infatti più che raddoppiati, mentre i feriti gravi sono cresciuti del 4%.

A livello internazionale, la Svizzera è tra i paesi industrializzati con il minor numero di morti sulle strade in rapporto alla popolazione. Nel 2007, erano stati censiti 51 decessi su 1 milione di abitanti. Cifre inferiore erano state registrate in Olanda (43), Islanda (49), Norvegia (50) e Gran Bretagna (50). I paesi dove la mortalità stradale è più elevata erano invece la Grecia (149) e la Polonia (147).

swissinfo.ch e agenzie

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