Tempo di bilanci per la LAMal

Lo studio ha evidenziato che negli ultimi 5 anni solo una minoranza degli assicurati ha cambiato cassa malati, usufruendo così del principio di libero passaggio introdotto dalla LAMal con lo scopo di garantire la concorrenza nel settore Keystone Archive

Un'assistenza medica soddisfacente, ma che pesa troppo dal profilo finanziario. Questo il giudizio degli svizzeri sul sistema sanitario, introdotto ormai 5 anni fa. Gli studi, commissionati dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), hanno considerato le opinioni di esperti e dei semplici assicurati.

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 marzo 2001 - 13:54

È una valutazione dell'assicurazione malattia assai critica quella scaturita da una serie di studi commissionati dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS). Una critica espressa dagli esperti incaricati di analizzare l'efficacia della Legge sull'assicurazione malattia (LAMal) entrata in vigore nel 1996, e dagli stessi assicurati che sono stati interrogati sulla questione.

Se la sanità e l'assistenza sanitaria vengono giudicate in modo sostanzialmente favorevole, il sistema elvetico da adito a valutazioni negative riguardo all'aspetto finanziario. Gli assicurati ritengono infatti che i costi della LAMal siano troppo elevati e che l'onere dei premi gravi eccessivamente sul loro budget. Un giudizio risultante dal doppio ruolo degli assicurati che da una parte versano i premi e dall'altra beneficiano delle prestazioni, ha sottolineato Ludwig Gärtner, capoeconomista dell'UFAS. È però interessante notare, ha aggiunto Gärtner, che quasi il 40 % degli assicurati, in particolare le famiglie finanziariamente più colpite, sono a favore di un ampliamento del catalogo delle prestazioni, mentre solo l'8 % sostiene un ridimensionamento.

Nonostante il libero passaggio tra le casse introdotto dalla legge, gli assicurati cambiano raramente la propria assicurazione malattia: circa il 75 % risulta affiliato alla stessa cassa da oltre 5 anni. Per ridurre la pressione sul bilancio famigliare la maggior parte opta per una franchigia più elevata e di rado per forme di assicurazioni alternative, come ad esempio gli istituti HMO. La franchigia opzionale, a causa dei maggiori rischi finanziari che comporta, viene utilizzata con meno frequenza dalle famiglie a basso reddito.

Se uno dei vantaggi principali della LAMal è stato quello di introdurre un catalogo unico delle prestazioni a livello nazionale, gli studi mostrano che la procedura è poco trasparente. Secondo tali ricerche, anche il nuovo sistema di negoziazione delle tariffe previsto dalla legge si è rivelato complicato, provocando un'impennata dei ricorsi da parte degli assicuratori e, soprattutto, non esercitando praticamente nessun influsso sulla riduzione dei costi della salute.

"È evidente che non ci si può aspettare dalla nuova legge un cambiamento repentino", ha osservato Fritz Britt, responsabile del settore all'UFAS, ricordando che comunque nei settori più problematici sono già state avviate revisioni parziali della legge.

Per il direttore dell'UFAS, Otto Piller, le analisi hanno confermato che il sistema fondamentalmente funziona: nonostante le critiche degli avversari alla LAMal il catalogo delle prestazioni di base coperte dall'assicurazione non è eccessivo. Il peso finanziario dei premi, grazie al sistema di sussidi, non supera l'8 % del budget per le famiglie. Una visione più completa sull'intero sistema sanitario svizzero sarà possibile in dicembre quando verranno pubblicati gli ultimi rapporti e potrà quindi essere dato un giudizio d'insieme.

Luca Hoderas

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo