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BERNA - Gli imprenditori e la destra sostanzialmente approvano, i socialisti sono soddisfatti, ma non rinunciano alle loro rivendicazioni, mentre i sindacati non nascondono la delusione: sono contrastanti le reazioni alla pubblicazione odierna del rapporto intermedio sulle imprese "troppo grandi per fallire".
Favorevole alle proposte formulate da un gruppo di esperti si è detta la federazione delle imprese svizzere Economiesuisse: anche se Berna ha adottato misure relativamente incisive nel raffronto internazionale, "la necessità di misure complementari è incontestata". Bisogna minimizzare i rischi d'importanza sistemica derivanti dalle imprese "troppo grandi per fallire", afferma Economiesuisse, "poiché i piani di salvataggio statali danneggiano la credibilità dell'economia di mercato". Per legiferare, però, c'è tempo: prima di avviare l'iter bisogna attendere il rapporto finale.
I risultati cui è giunta la commissione di esperti sono stati accolti "con soddisfazione" dal Partito socialista, anche perché non differiscono da quelli cui era pervenuto uno studio sulle grandi banche commissionato di recente dallo stesso PS. La sinistra sostiene "prescrizioni più severe relativamente al capitale proprio e alla liquidità", si legge in una nota del PS, che non rinuncia alle sue rivendicazioni.
I bonus di oltre un milione di franchi versati ai manager, secondo il PS, devono essere tassati nella misura dell'8,5%. UBS deve inoltre assumersi la responsabilità di eventuali perdite derivanti dai titoli tossici, nel frattempo affidati alla Banca nazionale. Solo a queste condizioni il PS sosterrà l'accordo su UBS tra Svizzera e Stati Uniti, che sarà esaminato dal parlamento in giugno.
L'Unione democratica di centro ritiene che le proposte della commissione "siano utili", in particolare quelle sui fondi propri e i mezzi liquidi, e anche il partito liberale-radicale (PLR), su questo punto, è d'accordo. UDC e PS pensano tuttavia che la commissione non sia andata abbastanza a fondo del problema. Le sue proposte, secondo il partito di Toni Brunner, non servono a molto in caso di fallimento di una banca: occorrono quindi misure strutturali che impediscano ripercussioni nefaste sull'intera economia.
Il PLR, intenzionato a difendere una piazza finanziaria forte, ritiene che gli autori del rapporto abbiano analizzato la situazione in modo corretto, rinunciando a regole eccessive per le grandi banche. Anche il PPD afferma che disposizioni più severe sono giuste e importanti. Delusione è stata invece espressa dai Verdi e dall'Unione sindacale svizzera (USS): "ci aspettavamo proposte concrete", ha detto il capo economista di USS Daniel Lampart. La commissione di esperti si è concentrata unicamente sui grandi istituti, che però costituiscono "solo un aspetto del problema".

SDA-ATS