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Afghanistan: strage Cia una vendetta di al-Qaida, siti

KABUL - La strage costata la vita a sette agenti della Cia la scorsa settimana in Afghanistan è stata, secondo al-Qaida, una vendetta per gli attacchi americani che hanno provocato morti in Pakistan. Lo riferisce il centro americano di monitoraggio dei siti islamici.
Secondo il sito americano di monitoraggio dei siti islamisti Site, il capo di al-Qaida in Afghanistan, Mustafa Abu al-Yazid, ha reso noto che il kamikaze giordano Humam Khalil Abu-Mulal al-Balawi aveva indicato nel suo testamento che l'attentato suicida voleva vendicare i "martiri", citando una serie di combattenti talebani uccisi nel corso di attacchi di missili lanciati da droni americani. Fra questi ci sono il capo dei talebani pachistani Baitullah Mehsud e Abu Saleh al-Somali, entrambi uccisi nei territori tribali del Pakistan.
Intanto sembra che uno degli agenti della Cia morti lavorava in realtà per Blackwater, l'agenzia di sicurezza privata a suo tempo attiva in Iraq e oggi denominata Xe Services. Lo riporta un quotidiano dell'area di Washington, "News Tribune" di Tacoma, che ha intervistato la moglie dell'ex sergente Dane Clark Paresi, la quale ha confermato che suo marito ora prestava i suoi servizi per la Xe Services. La Cia nel dare la notizia dell'attentato del 30 dicembre aveva precisato che tutte le vittime erano suoi dipendenti.

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