Anno record, il 2010, nella storia dell'aiuto elvetico ai paesi colpiti da catastrofi: l'intervento del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA) nelle zone di crisi non è mai stato così rilevante come l'anno scorso, ha detto oggi a Berna il capo del CSA Toni Frisch in occasione della conferenza annuale della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC).

L'aiuto svizzero ha dovuto far fronte a numerosi grossi disastri come il sisma ad Haiti e le inondazioni in Pakistan, ha sottolineato Martin Dahinden capo della DSC.

Attualmente gli esperti svizzeri si attivano su tre fronti: il sisma e lo tsunami che hanno colpito il Giappone lo scorso 11 marzo, il conflitto in Libia e le violenze politiche in Costa d'Avorio.

Il 2010 conferma un trend generale, ha affermato Frisch: ci sono sempre più catastrofi che richiedono un intervento umanitario e questo comporta un'evoluzione anche nel lavoro svolto dal CSA e dalla DSC, ha precisato: "Intendiamo rafforzare la presenza sul posto".

Vi sono tuttavia anche catastrofi "dimenticate" come la sofferenza della popolazione in Darfur e la guerra civile in Somalia: "la DSC cerca di dare voce anche a queste persone", ha detto Frisch. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione si impegna anche nell'aiuto a lungo termine, nella ricostruzione e nella prevenzione di nuovi disastri, ha aggiunto.

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