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APEC: leader chiedono misure concrete per libero scambio

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 novembre 2010 - 11:50
(Keystone-ATS)

YOKOHAMA - I dirigenti dei ventuno paesi membri del Forum di cooperazione economica dell'area Asia-Pacifico (APEC) si sono accordati oggi ad accelerare l'evoluzione verso una zona di libero scambio, mentre la Cina ha messo in guardia contro le incertezze sulla ripresa dell'economia globale e l'aumento del protezionismo.
I dirigenti dell'APEC, tra cui il presidente americano e quello cinese Hu Jintao, si sono riuniti a Yokohama (Giappone) all'indomani del vertice del G20 a Seul le cui conclusioni vaghe non sono riuscite a convincere che il mondo è meglio protetto dalle crisi economiche.
"Grazie all'azione concertata della comunità internazionale, l'economia mondiale si riprende lentamente. Tuttavia la ripresa non è né fermamente stabilita, né equilibrata, e restano incertezze significative", ha sottolineato Hu. Il presidente cinese ha anche rilevato che il protezionismo progredisce "in maniera notevole".
Come per il G20, nel comunicato finale i dirigenti dell'APEC si sono impegnati ad astenersi da qualsiasi svalutazione competitiva delle loro valute, un impegno che considerano cruciale per una crescita più equilibrata e durevole.
Essi lanciano anche un appello a misure volte a creare una zona regionale di libero scambio nell'Asia-Pacifico (FTAAP), già evocata in occasione dell'ultima riunione dell'APEC l'anno scorso a Singapore. "Liberalizzare e facilitare il commercio e gli investimenti continueranno ad essere gli obiettivi centrali dell'APEC", è stato riaffermato.

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