Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Quattro organizzazioni non governative, tra cui Amnesty International (AI), chiedono una revisione del cosiddetto aiuto urgente, ossia il sostegno minimo concesso ai candidati all'asilo che si vedono respingere la richiesta di ammissione in Svizzera. La misura riguarda attualmente circa 5800 persone, che devono vivere con pochissimi soldi: tra i 4,30 e i dodici franchi al giorno.

"La nostra campagna punta a sensibilizzare l'opinione pubblica e il mondo politico sulle condizioni precarie e indegne in cui vivono i candidati sottoposti al regime delle prestazioni minime", affermano congiuntamente Amnesty, l'Organizzazione svizzera aiuto ai rifugiati (OSAR), l'Osservatorio del diritto d'asilo e degli stranieri e Solidarietà senza frontiere. La campagna terminerà in giugno con la consegna di una petizione alla consigliera federale Simonetta Sommaruga.

L'aiuto urgente - un tetto sopra la testa, cure mediche e pochi soldi in tasca - è stato introdotto nel 2008 in sostituzione della più generosa assistenza sociale. In teoria avrebbe dovuto incoraggiare gli "asilanti" respinti ad abbandonare spontaneamente il territorio elvetico, ma la tendenza in atto, secondo le ong, è altra.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS