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Riforma delle Nazioni Unite, per migliorare la sua capacità d'azione, e sicurezza internazionale: sono queste le due priorità che si è fissata la Svizzera all'apertura della 67esima Assemblea generale dell'ONU, hanno spiegato ieri la presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf e il ministro degli esteri Didier Burkhalter in una conferenza stampa a New York.

L'ONU deve essere riformata per essere più efficace, ha osservato Eveline Widmer-Schlumpf, che pronuncerà oggi il suo discorso all'Assemblea generale. La democratizzazione del Consiglio di sicurezza rimane una delle principali preoccupazioni, ha detto il presidente della Confederazione. Fin dalla sua adesione all'organizzazione, dieci anni fa, Berna auspica cambiamenti in seno al Consiglio di sicurezza, dominato dai vincitori della seconda guerra mondiale e non più in linea con la realtà geopolitica.

Insieme ad altri paesi la Svizzera intende inoltre chiedere al Consiglio di sicurezza di portare il caso Siria davanti alla Corte penale internazionale (CPI). Secondo Didier Burkhalter finora 23 nazioni sostengono questo passo: prima di inoltrare l'esposto è preferibile trovare però il consenso anche di altre nazioni. La CPI deve indagare su tutte le parti che possono avere commesso crimini contro l'umanità in Siria, ha affermato ieri Eveline Widmer-Schlumpf in una conferenza sullo stato di diritto.

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SDA-ATS