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La sinistra approfitta dell'anno elettorale per rilanciare, con il sostegno di varie organizzazioni, l'idea di una cassa malattia unica per l'assicurazione di base obbligatoria. I promotori dell'iniziativa popolare "Per una cassa malati pubblica" hanno tempo fino al 31 luglio 2012 per raccogliere le 100'000 firme necessarie.

In una conferenza stampa a Berna, i fautori dell'iniziativa hanno sottolineato oggi che la concorrenza tra 80 casse non funziona. Il sistema attuale è troppo costoso. Le spese amministrative variano notevolmente da un'assicurazione all'altra. La pubblicità, il marketing, le commissioni e i cambiamenti di cassa costano da 200 a 400 milioni di franchi all'anno, ha sottolineato Mathieu Fleury, segretario generale della Federazione romanda dei consumatori (FRC).

Inoltre, gli assicurati devono assorbire le perdite borsistiche delle casse (800 milioni nel 2008) e mantenere, attraverso i loro premi, 80 consigli d'amministrazione e decine di manager. Si tratta di altrettanti punti di risparmio.

La cassa unica non è il solo mezzo per far calare i costi, ha ammesso la consigliera nazionale Marina Carobbio (PS/TI). La sua collega zurighese Jacqueline Fehr (PS) è comunque convinta che che i premi potranno essere ridotti di svariati punti percentuali.

Secondo i sostenitori dell'iniziativa, la cassa unica permetterebbe inoltre di eliminare altri difetti del sistema attuale. Essa porrebbe fine alla caccia ai buoni rischi cui si dedicano gli assicuratori a scapito delle persone anziane e degli ammalati cronici. Risolverebbe pure la problematica delle riserve.

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SDA-ATS