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Bin Laden: WP, telefonata innocua ha guidato Usa a Abbottabad

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 maggio 2011 - 11:03
(Keystone-ATS)

È stata una telefonata apparentemente innocua fatta da un amico al "corriere" di Osama bin Laden a portare l'intelligence americana sulla pista giusta per risalire al nascondiglio di Abbottabad, in Pakistan. Lo rivela il "Washington Post", che ha avuto da fonti della Cia i particolari di quella intercettazione nei confronti di Abu Ahmed al-Kuwaiti, il "corriere" di bin Laden.

L'amico gli pose domande del tipo "Che fine hai fatto?", "Ci sei mancato", "Come ti va la vita?". La risposta, per quanto vaga, fu registrata dagli uomini dell'intelligence come sospetta: "sono tornato con la gente con cui ero prima".

Queste parole, apparentemente innocue, furono sufficienti a mettere quel numero di telefono - fino ad allora ignoto - sotto sorveglianza. Dopo ulteriori verifiche, pedinamenti e indagini, l'intelligence americana giunse alla certezza che era stato finalmente rintracciato Abu Ahmed al-Kuwaiti, il "corriere" di bin Laden.

È stato seguendo lui che la Cia è risalita ad Abbotabad, a quel compound così diverso rispetto alle case che gli stavano intorno, e si è convinta che era opportuno mettere quella casa sotto osservazione 24 ore su 24. L'osservazione è durata durata mesi, e si è conclusa solo alla fine aprile con questa "ragionevole certezza": le possibilità che dentro al compound ci fosse bin Laden erano del 60-80%.

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