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Biostampante produce pelle e cartilagine

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 febbraio 2011 - 19:52
(Keystone-ATS)

Si chiama 'FabHome 3D printer' ma non è una stampante qualunque: si tratta invece di una macchina che stampa pelle, cartilagine e altri tessuti da usare un giorno per curare ferite profonde e difficili da chiudere.

Presentata al meeting della American Association for the Advancement of Science (AAAS) in corso a Washington, la "biostampante" funziona come una stampante a getto di inchiostro ma, invece che i colori, depone a strati i diversi tipi di cellule della cute, fibroblasti e cheratinociti per esempio.

E proprio durante il meeting i ricercatori che la stanno testando hanno dato una dimostrazione delle capacità di FabHome 3D printer, "stampando" la cartilagine dell'orecchio. La stampante usa un gel e cellule per creare i tessuti e potrebbe essere un giorno usata per produrre pelle o altri tessuti per guarire ferite profonde e difficili da rimarginare.

Il progetto che ha portato allo sviluppo della stampante è guidato da Jeffrey Ian Lipton della Cornell University di New York.

La biostampante è una open source, cioè è messa a disposizione della comunità dei ricercatori che vogliano testarla per produrre tessuti, ha spiegato in una videointervista Vladimir Mironov della Medical University of South Carolina durante la dimostrazione delle proprietà di Fab@Home 3D printer.

La stampante è intelligente, prende le misure delle ferite da riparare e poi inizia il suo lavoro, ma, ha sottolineato Mironov, passerà ancora del tempo prima che arrivi ad essere usata in clinica.

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