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Borsa svizzera: orientata al ribasso

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 maggio 2011 - 11:50
(Keystone-ATS)

L'inizio di settimana prosegue al ribasso per la borsa svizzera: alle 11.30 l'indice dei valori guida SMI segnava 6446,43 punti (-1,29% rispetto a venerdì), mentre il listino globale SPI era in perdita dell'1,31% a 5934,75 punti.

Sul mercato sono prepotentemente tornati d'attualità i timori per la crisi debitoria nella zona euro. La Grecia dovrà presentare nuove misure di austerità per risanare le finanze mentre l'agenzia Standard & Poor's (S&P) ha messo in discussione il rating dell'Italia, abbassando la prospettiva da "neutrale" a "negativo". Questo suscita apprensione riguardo a un estendersi dei problemi e spinge gli investitori verso porti considerati più sicuri: di qui il nuovo apprezzamento del franco, che ha toccato un nuovo massimo assoluto rispetto all'euro.

Sul fronte interno sotto pressione sono i bancari UBS (-2,03%), Credit Suisse (-1,53%) e Julius Bär (-2,30%): quest'ultimo istituto ha annunciato di aver ottenuto l'autorizzazione di investire direttamente in Cina. In netto calo pure il segmento assicurativo, a partire da Swiss Re (-2,97%) e Zurich (-2,18%), come pure tutti i titoli legati alla congiuntura, da ABB (+2,17%) a Holcim (-2,65%) passando per Adecco (-2,70%). Ancora più in difficoltà è Richement (-3,23%), mentre cerca di limitare le perdite Swatch (-1,80%).

La discesa verso il basso viene in parte frenata da Nestlé (-0,27%), grazie anche a un'intervista del presidente del consiglio di amministrazione Peter Brabeck, che ha accennato a un possibile nuovo programma di riacquisto di azioni. Gli altri due difensivi di peso, Novartis (-0,83%) e Roche (-1,28%), si muovono non lontano dalla corrente generale. Actelion (-0,69%) ha reso noti risultati promettenti per un nuovo farmaco contro il raffreddore da fieno.

Nel mercato allargato tonfo di Swissmetal (-11,11%), che ha comunicato l'intenzione di cercare nuovi fonti di finanziamento e ha perciò rinviato l'assemblea generale.

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