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Brasile: Rio, alcuni narcos si arrendono, altri combattono

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 novembre 2010 - 21:16
(Keystone-ATS)

RIO DE JANEIRO - Nella favela Morro do Alemao, assediata dalla polizia e dall'esercito da 48 ore, una parte dei narcos ha accettato di arrendersi, mentre altri hanno ripreso a sparare contro le forze dell'ordine.
Sembrava che l'assedio alla baraccopoli si avviasse ad un epilogo tranquillo, dopo sei giorni di scontri durissimi: accerchiati e con di fronte 800 uomini dei corpi speciali della polizia e blindati dell'esercito, i boss del Morro do Alemao avevano chiesto oggi un mediatore per negoziare la resa.
A fare da mediatore si è presentato José Junior, fondatore di una ong che dal 1993 porta avanti programmi sociali e culturali nelle favelas carioca. Numerosi membri delle cosche si sono effettivamente arresi e sono stati arrestati all'uscita della baraccopoli.
Sembra però che la resa non fosse unanime: un gruppo ha tentato una sortita da un'entrata secondaria della favela, ed è stato accolto a raffiche di armi da guerra dagli agenti in tuta mimetizzata. La sparatoria si è intensificata e il comandante delle truppe schierate, il tenente colonnello Waldir Pires, ha ordinato l'ingresso dei blindati nella favela.
"Abbiamo dato tutte le possibilità di resa per evitare un bagno di sangue, ma non possiamo aspettare di più: con il buio sarebbe un rischio troppo grande entrare nella favela e non possiamo mantenere l'assedio per un'altra notte", ha detto in televisione Pires.

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