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Cambi: yuan in forte calo, voci di frenata pro-export Cina

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 ottobre 2010 - 11:26
(Keystone-ATS)

LONDRA - Lo yuan è in vistoso calo sul dollaro, a dispetto degli impegni presi dal G20 e in un mercato che ipotizza un deprezzamento voluto da Pechino per sostenere le esportazioni.
La divisa cinese ha segnato stamani 6,6861 per dollaro, sui minimi di tre settimane e in forte calo da 6,6627 di ieri. Secondo uno studio di Global Sources riportato dalla Bloomberg, gli esportatori cinesi sono sempre più scontenti del recente, graduale apprezzamento dello yuan rispetto al dollaro che avrebbe danneggiato le loro vendite: quasi il 70% dei 239 esportatori intervistati teme un impatto "significativo" degli ordini se lo yuan dovesse apprezzarsi di un 2%.
Netto calo, sul fronte delle valute asiatiche, anche per il won sudcoreano, che ha segnato -1,2% a 1,130,09 sul dollaro dopo che la banca centrale ha detto che la crescita economica del APerse nel terzo trimestre è stata dello 0,7%, un tasso dimezzato rispetto ai tre mesi precedenti. In forte calo anche i titoli di Stato: pesano le parole del governatore della banca centrale, Kim Choon Soo, secondo cui potrebbero essere "utili" misure per mitigare gli afflussi di capitali che causano eccessiva volatilità del cambio.
ANche la banca centrale di Singapore oggi ha promesso un "attento monitoraggio" degli afflussi di capitali e avvertito dei rischi per le economie asiatiche, a partire da quelli inflazionistici.

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