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Caso Gheddafi:Usa chiede dialogo diretto tra Berna e Tripoli

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 marzo 2010 - 19:26
(Keystone-ATS)

NEW YORK - Gli Stati Uniti chiedono che Libia e Svizzera risolvano le loro dispute attraverso il dialogo diretto: lo indicano fonti Usa alla Reuters, precisando che l'ambasciata libica a Washington ha chiarito al Dipartimento di Stato il significato esatto delle parole del presidente Muhammar Gheddafi.
Secondo quanto indicato dall'ambasciatore libico alla stessa Reuters il leader Muhammar Gheddafi non parlava di lotta armata quando ha lanciato un appello alla guerra santa (Jihad) contro la Svizzera, ma soltanto di boicottaggio economico.
L'ambasciatore, Ali Aujali, ha aggiunto che per la Libia le relazioni con gli Usa sono molto importanti, ma che Tripoli non accetterà nessun insulto nei confronti del suo leader.
Aujali si riferiva ad una battuta del portavoce del Dipartimento di Stato Philip Crowley, il quale ieri ha detto che "La settimana scorsa, di fronte alla dichiarazione libica contro la Svizzera feci un commento brusco, una frecciata senza pensare. Ma quella frase non voleva essere un attacco personale".
Ma, secondo l'ambasciatore le parole di Crowley non sono sufficienti, perché il portavoce del segretario di Stato Hillary Clinton avrebbe dovuto scusarsi. Interrogato dalla Reuters se intende farlo, Crowley non ha voluto rispondere.

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