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CF: maggior controllo su società di sicurezza private

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 febbraio 2011 - 14:36
(Keystone-ATS)

In futuro, le società militari e di sicurezza private domiciliate in Svizzera che intendono organizzare operazioni all'estero dovranno informare le autorità. È quanto ha deciso oggi il Consiglio federale, secondo cui determinate attività in regioni di crisi e conflitto saranno vietate. L'esecutivo ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di elaborare un progetto legislativo che dovrà includere anche sanzioni amministrative o penali per chi non rispetterà la futura normativa.

La legge dovrà applicarsi alle società private domiciliate in Svizzera e operanti all'estero sia le aziende domiciliate nella Confederazione con partecipazioni a società di sicurezza e società militari private (holding).

Il governo intende vietare attività in regioni di crisi e conflitto - vedi la partecipazione a combattimenti o ad atti di violenza in vista della capitolazione di un regime - incompatibili con gli impegni internazionali assunti e i principi di politica estera della Svizzera, indica una nota odierna del Dipartimento federale di giustizia e polizia.

Prevista anche la possibilità di ordinare un divieto "qualora le attività pianificate contraddicano gli interessi nazionali quali, ad esempio, la politica umanitaria, gli sforzi profusi a favore del diritto internazionale, la politica di neutralità, ma anche la sicurezza della Svizzera, cui determinati mandati potrebbero arrecare un pregiudizio".

Con la decisione odierna, il governo reagisce alle polemiche scaturite l'anno scorso dopo l'arrivo della Aegis Group Holdings a Basilea. Aegis Defense Services - che ha sede a Londra ed è uno dei maggiori gruppi di mercenari al mondo - ha costituito a Basilea una holding con un capitale di 225'000 franchi. Secondo stime, i suoi circa 20'000 dipendenti sono occupati principalmente in Iraq e Afghanistan, in particolare ai servizi del Dipartimento americano della difesa.

Nel maggio 2008 il Consiglio federale aveva deciso di rinunciare ad introdurre l'obbligo di registrazione e autorizzazione per le imprese di sicurezza e le società militari che operano in zone di conflitto sostenendo l'importanza marginale della Svizzera per queste ditte.

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