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Cia, ora ci aspettiamo vendetta al Qaida

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 maggio 2011 - 20:41
(Keystone-ATS)

L'uccisione di Osama bin Laden può scatenare la vendetta di Al Qaida. È questo l'allarme del direttore della Cia Leon Panetta, che ha messo in guardia dal ritenere chiusa la guerra contro la multinazionale del terrorismo islamico.

Uccidere il fondatore di Al Qaida, non vuol dire infatti, secondo la lettura del capo della Cia, pensare di non dover avere più a che fare con il terrorismo di stampo islamico.

I leader nel mondo hanno espresso il loro plauso - primo fra tutti naturalmente Barack Obama, per il quale 'il mondo è un posto più sicuro senza Osama bin Laden - ma l'euforia è stata temperata dagli ammonimenti su possibili rappresaglie dei terroristi. Secondo alcuni anche imminenti.

"Osama bin Laden è morto. Ma Al Qaida è ancora in vita", ha detto oggi Panetta. "I terroristi cercheranno quasi sicuramente di vendicarlo - ha aggiunto il capo della Cia - noi dobbiamo restare vigili e risoluti". E il Dipartimento di Stato ha esortato i cittadini americani che si trovano all'estero di essere particolarmente vigili, mentre alcune ambasciate degli Stati Uniti sono rimaste chiuse.

Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha esaltato il successo della operazione Usa ma ha ammonito che al Qaida è ancora viva. Il premier britannico David Cameron ha detto che l'Occidente dovrà essere "particolarmente vigile" nelle settimane a venire. "Il timore è quello di una reazione violenta delle fazioni di Al Qaida in Europa, Africa e Medio Oriente, dato che esistono filiali molto pericolose del movimento in Yemen, Tunisia e Libia", ha ammonito l'ex capo dei servizi segreti pachistani (ISI), generale Hamid Gul.

Dopo l'uccisione di Osama bin Laden le polizie delle due maggiori città americane, New York e Los Angeles, hanno alzato il livello dell'allarme terrorismo. Misure analoghe sono state adottate dalle polizie di altre città americane possibili bersagli della rappresaglia di Al Qaida.

Ci sarebbe anche lo spettro di una ritorsione nucleare in Europa nel giorno dell'uccisione del capo di al Qaida. È di qualche giorno fa infatti la rivelazione targata WikiLeaks secondo cui uno dei 'colonnellì di Al Qaida, il libico Abu al-Libi, anni fa disse agli agenti americani che lo interrogavano a Guantanamo che il network terroristico guidato da bin Laden aveva nascosto una bomba atomica in Europa e l'avrebbe fatta esplodere nel caso in cui il suo capo fosse stato catturato o ucciso. "Non ho l'impressione che sia finita - ha detto Rudy Giuliani, sindaco di New York all'epoca dell'attacco alle Torri gemelle - la guerra prosegue".

Anche la segretaria di stato Hillary Clinton ha ammonito oggi che "la battaglia per bloccare al Qaida e la sua rete di terrore non si concluderà con la morte di Osama bin Laden". "Dobbiamo cogliere questa opportunità per rinnovare la nostra determinazione e raddoppiare i nostri sforzi", ha detto. "In Afghanistan continueremo la battaglia per combattere Al Qaida e i loro alleati talebani mentre cercheremo di dare il nostro sostegno al popolo dell'Afghanistan", ha aggiunto ancora la Clinton. "Il nostro messaggio ai Talebani resta lo stesso. Non potete sconfiggerci. Ma potete fare la scelta di abbandonare Al Qaida e partecipare ad un processo pacifico di pace", ha affermato. "In Pakistan siamo impegnati ad aiutare la gente ed il governo a difendere la loro democrazia dall'estremismo violento - ha detto la Clinton - Osama bin Laden ha dichiarato guerra al Pakistan, ordinando l'uccisione di molti cittadini innocenti".

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