Navigation

Cinema: Ermanno Olmi compie 80 anni, vivere è dono fantastico

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 luglio 2011 - 14:48
(Keystone-ATS)

Per il regista Ermanno Olmi che compie domani 80 anni, potrebbe arrivare presto un altro anniversario: sono passati esattamente cinquant'anni da quando il suo primo lungometraggio Il posto arrivò alla Mostra di Venezia. E nel prossimo settembre potrebbe sbarcare in laguna, fuori concorso, con il suo ultimo film, Il villaggio di cartone.

Con quale spirito guarda oggi ai suoi 80 anni il regista italiano che ha vinto tutto, dal Leone d'Oro con La leggenda del santo bevitore alla Palma d'Oro per L'albero degli zoccoli fino al Leone d'Oro alla carriera pochi anni fa? "Con grande serenità e una nuova giovinezza dentro - dice - perchè vivere è un dono fantastico e ogni giornata va assaporata. Continuerò a fare il mio lavoro finchè avrò buone idee, guarderò con curiosità e passione al mondo e ai giovani artisti. Perchè è di loro che bisogna fidarsi per sperare ancora".

Di Olmi, nato a Treviglio, in provincia di Bergamo, il 24 luglio 1931 il cinema italiano è fiero da molto tempo: regista autodidatta, pioniere nel campo del documentario (prima di esordire nella regia aveva realizzato più di 40 documentari per la Edison in pochissimi anni), ha creato un linguaggio cinematografico personale e fuori da ogni schema fin da opere come Il tempo si è fermato, I recuperanti e La circostanza. Sperimentatore incessante, ha portato per la prima volta al cinema il dialetto come lingua (L'albero degli zoccoli) e i grandi miti della tradizione cristiana (Cammina cammina).

È tornato a dirigere alla fine dell'anno scorso, a tre anni da Centochiodi, Il Villaggio di cartone, girato in Puglia, con Rutger Hauer (già protagonista per Olmi de La leggenda del santo bevitore), Michael Lonsdale, Alessandro Haber e tanti attori africani non professionisti. Il film fa dell'accoglienza il tema portante della storia. "Molti interpreti del mio film sono africani e non è un caso, il nostro futuro è nella ricerca delle origini - spiega - e io penso che in questa ricerca l'Africa salverà noi e non viceversa, perchè ci farà conoscere e ci riporterà al punto delle nostre origini. Se abbiamo bisogno di aiuto chiediamolo a loro". Riguardo il ritorno a Venezia "non so ancora come finirà dice - ed è presto per fare pronostici. Di certo se andrò alla Mostra del Cinema sarà fuori concorso, proprio come mi capitò la prima volta".

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.