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CN: entrata in materia su mini-revisione sicurezza interna

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 settembre 2011 - 11:02
(Keystone-ATS)

Il Consiglio nazionale è entrato in materia stamani su una mini-revisione della legge sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna. Una proposta rosso-verde contraria è stata bocciata con 109 voti contro 46.

La revisione della legge contempla i punti meno contestati di una prima revisione, naufragata al Nazionale. Il nuovo progetto in discussione rinuncia per il momento al contestato rafforzamento delle misure di competenza del servizio d'informazione. Tra queste figurava l'autorizzazione a svolgere "ricerche speciali" come la sorveglianza delle comunicazioni, l'installazione di microfoni in aree private e la perquisizione segreta di ordinatori.

Per il campo borghese è invece importante fornire basi legali e organizzative ai cambiamenti intervenuti. Questa versione alleggerita della revisione mira soltanto a colmare le lacune più importanti, ha dichiarato a nome della commissione Paul-André Roux (PPD/VS). Essa regola in particolare il ricorso agli informatori.

Questo modo di procedere a tappe non convince lo schieramento rosso-verde, la cui maggioranza si è inutilmente opposta all'entrata in materia. Non si può discutere su un progetto la cui parte essenziale sarà presentata solo alla fine del 2012, ha esclamato Daniel Vischer (Verdi/ZH). Per il PS, non vi è nulla d'urgente, soprattutto tenendo conto del fatto che in generale l'informazione funziona.

La sinistra non vuole spingersi oltre. In linea di principio si oppone a qualsiasi forma volta a ottenere informazioni preventive prima dell'insorgere di sospetti. Essa si oppone soprattutto alla possibilità per gli impiegati dei servizi pubblici di fornire informazioni. "ciò significa - ha asserito Carlo Sommaruga (PS/GE) - trasformare l'assistente sociale o il funzionario del fisco in inquisitore".

Nient'affatto - ha replicato Ueli Maurer - ribadendo che non si tratta di "introdurre uno Stato ficcanaso". I dati sui cittadini che gli impiegati statali saranno autorizzati a fornire al servizio d'informazione saranno limitati nella legge.

La Camera del popolo ha quindi affrontato l'esame particolareggiato della mini-riforma.

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