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CN: Fabio Abate chiede lumi su grappa e rustici

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 settembre 2011 - 17:33
(Keystone-ATS)

"È vero che l'Italia ha l'intenzione di riservarsi l'esclusività della denominazione 'grappa'"? Lo ha chiesto oggi durante l'ora delle domande il consigliere nazionale Fabio Abate (PLR/TI), invitando il Consiglio federale a opporsi a eventuali richieste di modifica dell'Accordo del 1999 tra la Confederazione e la Comunità europea.

Secondo il deputato ticinese, la Sicilia potrebbe in futuro produrre acquavite con la denominazione "grappa", mentre tale possibilità sarebbe negata al Ticino e alle valli italofone dei Grigioni (Mesolcina, Calanca, Bregaglia e Poschiavo).

Stando al consigliere federale Johann Schneider-Ammann, la protezione della denominazione concernente la "grappa" è garantita. Il ministro dell'economia si è detto sorpreso che da parte italiana si voglia modificare l'accordo del 1999. "Per ogni evenienza, il Consiglio federale intende comunque preservare i diritti acquisiti dei produttori svizzero-italiani", ha risposto Schneider-Ammann.

In un'altra interrogazione, il consigliere nazionale del PLR si è chiesto se l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) sia disposto a ritirare il suo ricorso presso il Tribunale amministrativo del canton Ticino contro il piano cantonale denominato "Paesaggi con edifici e impianti protetti PUC-PEIP", approvato dal Gran Consiglio ticinese nello scorso mese di maggio.

Secondo il deputato ticinese, un dietrofront dell'ARE sui rustici sarebbe una testimonianza di fiducia nei confronti delle istituzioni ticinesi. Nella sua risposta, la consigliera federale Doris Leuthard ha rilevato come il governo sia "consapevole che i rustici rappresentino un problema di notevole importanza per il Ticino e che, dopo quasi trent'anni, sia giunto il momento di arrivare a una soluzione". Tuttavia, "ritirare 'tout court' il ricorso dell'ARE non appare opportuno alla luce dei principi giuridici e di trattamento dei cantoni".

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