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CN: maggior rigore sul servizio civile

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 dicembre 2010 - 15:52
(Keystone-ATS)

BERNA - Il Consiglio nazionale vuole inasprire le condizioni d'accesso al servizio civile per bloccare l'emorragia di effettivi militari. Non è comunque il caso di fare marcia indietro e reintrodurre l'esame di coscienza obbligatorio nella sua vecchia forma.
Con 84 voti contro 74, la Camera del popolo ha respinto stamani un'iniziativa parlamentare in questo senso di Thomas Hurter (UDC/SH). Con 96 voti contro 63, ha tuttavia sostenuto un'iniziativa della sua commissione della politica di sicurezza che chiede di legiferare per ridurre il numero di coloro che hanno optato per il servizio civile, ma che non avrebbero problemi di coscienza nel compiere quello militare.
Un ritorno all'esame di coscienza non è escluso. Per esempio, si potrebbe permettere ai candidati che accettano di sottoporsi a un esame di effettuare un servizio civile di 1,5 volte superiore alla durata di quello militare rifiutato e aumentare a 1,8 volte il servizio civile per gli altri. Si potrebbero anche sottoporre a esame di coscienza candidati scelti a caso.
Dovrebbe essere istituito un gruppo di lavoro per inasprire le condizioni che permettono di accedere al servizio civile. Dall'introduzione della prova dell'atto, i candidati al servizio civile sono più che triplicati. Dato che la maggioranza di essi hanno già svolto la scuola reclute, la maggioranza borghese del Nazionale è convinta che si tratti di "simulatori" che non avrebbero alcun problema di coscienza.
Il Consiglio degli Stati dovrà ancora pronunciarsi in merito. Convinto dell'importanza del problema, la sua commissione preparatoria gli ha consigliato di non legiferare in fretta e furia. Essa preferisce attendere l'analisi approfondita promessa dal Consiglio federale per la fine del 2011 e puntare, fino a quel momento, sul giro di vite già annunciato.

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