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Consiglio federale: immigrazione Ue, "no" a clausola di salvaguardia

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 maggio 2011 - 12:04
(Keystone-ATS)

Non ci sono le premesse per porre un argine all'immigrazione di forza lavoro proveniente dai paesi Ue. Questa la conclusione cui è giunto il Consiglio federale nella sua seduta odierna, al termine della quale ha deciso di non far ricorso alla clausola di salvaguardia prevista dagli accordi con Bruxelles sulla libera circolazione delle persone.

Dalla soppressione dei contingenti nel giugno 2007, la libera circolazione è stata estesa, senza alcuna limitazione, ai cittadini dell'Ue-17/AELS.

La clausola di salvaguardia autorizza la Svizzera a reintrodurre unilateralmente fino al 2014 dei contingenti a condizione che il numero dei permessi di dimora e di quelli di soggiorno di breve durata rilasciati in un anno ai lavoratori dei vecchi Stati membri dell'Ue superi di almeno il 10% la media di quelli rilasciati nel corso dei tre anni precedenti. Se nel 2008 e nel 2009 la Svizzera non ha voluto ricorrere alla clausola di salvaguardia, nel 2010 i requisiti quantitativi non sono stati soddisfatti.

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