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Contraffazione: rappresenta 2,7% del commercio mondiale

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 ottobre 2011 - 13:24
(Keystone-ATS)

Il fenomeno della pirateria e della contraffazione rappresenta il 2,7% del commercio mondiale. Soltanto in Italia produce un giro d'affari tra i 3,5 e i 7 miliardi di euro all'anno. È quanto è emerso questa mattina in un convegno organizzato all'Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo, sul tema della pirateria e della contraffazione.

In Europa, a causa del dilagare di questo fenomeno, si perdono in media 200'000 posti di lavoro all'anno, mentre negli ultimi cinque anni i sequestri di materiale contraffatto sono aumenti del 1000%. Solo in Italia, la Guardia di Finanza sequestra ogni anno circa cento milioni di pezzi contraffatti (nel 2003 furono poco più di 30 milioni), provenienti per il 64% dall'Asia e, in particolare, dalla Cina. In Italia, i centri di produzione del materiale contraffatto si concentrano nella zona di Prato, nell'area vesuviana, nelle Marche e in provincia di Vicenza.

Secondo Kyle Scott, Console degli Stati Uniti a Milano, il fenomeno della pirateria "è strettamente legato alla criminalità organizzata e al contrabbando e rappresenta una minaccia anche per il commercio e l'economia statunitensi. Ci auguriamo - ha detto - che i tassi di pirateria diminuiscano al più presto. Ciò contribuirebbe a un deciso miglioramento delle relazioni commerciali tra l'Italia e gli Stati Uniti". "Serve - ha concluso Scott - una legislazione comune a livello internazionale, poiché comune è lo scopo di tutti Paesi nei confronti di questo fenomeno".

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