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Costa d'Avorio: Onu, centinaia di persone rapite

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 dicembre 2010 - 19:04
(Keystone-ATS)

GINEVRA - In Costa d'Avorio, dove negli ultimi tre giorni almeno 50 persone sono morte nelle violenze seguite alle elezioni presidenziali, uomini armati in tenuta militare rapiscono persone, spesso prelevandole di notte nelle loro case, e molte di esse vengono poi ritrovate morte: lo denuncia da Ginevra l'Alto commissario per i diritti umani dell'Onu, Navi Pillay, sulla base delle testimonianze di "centinaia di vittime e di loro familiari".
Secondo queste testimonianze, questi sequestri di persona "vengono eseguiti specialmente la notte, da individui armati non identificati in tenuta militare, accompagnati da elementi delle forze di difesa e di sicurezza o da miliziani", ha detto Pillay.
"Le informazioni - ha proseguito l'esponente delle Nazioni Unite - indicano che le persone rapite vengono condotte in luoghi di detenzione illegali, dove vengono rinchiusi in segreto e senza spiegazioni. Altri vengono ritrovati morti in circostanze sospette".
Pillay ha parlato di "gravi violazioni dei diritti umani" nel Paese africano, dove vi sono due presidenti proclamati da organismi differenti sulla base delle elezioni presidenziali del 28 novembre: il presidente uscente, Laurent Gbagbo, al quale sono fedeli le forze armate, e il capo dell'opposizione, Alassane Ouattara, che gode del sostegno di Onu, Ue, Stati Uniti e Francia.

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