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Dopo la recessione la ripresa dell'economia svizzera nel 2010 è stata "sorprendentemente rapida e vigorosa". L'industria ha beneficiato in particolare del rilancio del commercio mondiale, e i settori orientati al mercato interno hanno potuto contare sull'immigrazione e sulla fiducia dei consumatori, a sua volta sostenuta dalla solidità del mercato del lavoro. A ciò ha contribuito anche lo strumento politico-occupazionale del lavoro ridotto, rileva il Credit Suisse nel "Manuale dei settori 2011".

Nei rami più colpiti dalla crisi, come quello metalmeccanico e metallurgico, la disoccupazione sarebbe stata notevolmente più alta rispetto a quanto avvenuto se non si fosse fatto ricorso all'orario ridotto, osserva la banca.

Nel maggio 2009, ad esempio, un dipendente su quattro nella metallurgia e uno su cinque nella metalmeccanica erano in disoccupazione parziale. Senza lo strumento del lavoro ridotto il tasso dei senza impiego sarebbe stato più elevato di sette punti percentuali. Nell'industria tessile e dell'abbigliamento si sarebbe attestato al 17% invece del 10%.

Il lavoro ridotto è stato utilizzato per superare problemi temporanei e non sembra aver prodotto alcun eccesso di posti di lavoro non strutturalmente duraturi nel futuro, osserva il Credit Suisse. Tale possibilità dovrebbe inoltre aver consentito alle imprese elvetiche di essere meglio attrezzate per la ripresa.

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SDA-ATS