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ZURIGO - Il Credit Suisse ha "poca comprensione" per la raccomandazione fatta ieri agli azionisti della banca dal comitato esecutivo del Partito liberale radicale, che li ha invitati a respingere il rapporto sulle remunerazioni dell'istituto. L'assemblea generale non sarà chiamata a votare venerdì sul piano a lungo termine "PIP", alla base del controverso bonus di 71 milioni per il Ceo Brady Dougan, rileva il presidente del consiglio di amministrazione Hans-Ulrich Doerig in una intervista pubblicata oggi dal "Tages Anzeiger".
Il PIP (Performance Incentive Plan) "risale al 2005 e, rispetto alla concorrenza, ha premiato prestazioni eccellenti, andate anche a vantaggio degli azionisti", afferma Doerig. Oggi il CS non lo lancerebbe più: "abbiamo imparato che è migliorabile". "Ma siamo una banca che mantiene la parola. Non vogliamo zigzagare nei confronti dei nostri dipendenti con regole rivedute a posteriori", aggiunge il presidente del CdA, rilevando che il CS è stato la prima banca a introdurre anche un malus oltre al bonus.
"Da noi i risultati devono essere positivi durante tre, quattro anni affinché siano versate le retribuzioni variabili", prosegue Doerig. I programmi sono allestiti in modo da premiare la performance a lungo termine. Su questo l'assemblea generale si pronuncerà venerdì prossimo. Tra le banche della sua categoria il CS ha la più forte struttura di capitale, afferma il presidente del CdA: "per tutti questi motivi - conclude - ho poca comprensione per la critica del PLR".

SDA-ATS