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Crisi: svolta Fed su tassi; ripresa lenta, nuovi aiuti

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 gennaio 2012 - 22:02
(Keystone-ATS)

Svolta Fed. La banca centrale americana guidata da Ben Bernanke pubblicherà per la prima volta le proprie previsioni sull'andamento dei tassi di interesse a partire dalla riunione del 24-25 gennaio prossimo. L'obiettivo è quello di aiutare la fragile ripresa americana rafforzando la trasparenza e offrendo indicazioni chiare agli investitori, già preoccupati per la crisi del debito dell'Europa.

L'annuncio della svolta è nei verbali dell'ultima riunione del 13 dicembre, quando alcuni membri del Fomc, il braccio decisionale della Fed, hanno lasciato aperta la strada a nuovi aiuti alla ripresa e sottolineato che è necessario rivedere la data di metà 2013 per il mantenimento dei tassi a livello eccezionalmente basso: lo stato di salute dell'economia potrebbe garantire tassi ai minimi storici per un periodo più prolungato.

Insieme alle previsioni economiche, la Fed pubblicherà quelle sui tassi di interesse, "accompagnate da spiegazioni sui fattori chiave" che hanno portato a tali stime. Una decisione che ha come obiettivo, oltre a quello di una maggiore trasparenza che pone la Fed al riparo delle critiche, quello di aiutare l'economia e il mercato del lavoro. La ripresa americana procede a ritmo "moderato nonostante l'apparente rallentamento della crescita delle economie straniere e le tensioni sui mercati globali. Le condizioni sul mercato del lavoro sembrano essere migliorate e l'inflazione più moderata rispetto all'inizio del 2011. L'attività del mercato immobiliare - afferma la Fed - continua a essere depressa".

La Fed ritiene che le tensioni sui mercati continuino a porre rischi al ribasso per l'economia americana. "I mercati restano volatili in gran parte per gli sviluppi in Europa" si legge nei verbali della Fed. "I rischi associati con le difficoltà fiscali e finanziarie in Europa restano al centro dell'attenzione degli investitori" e anche se i timori si sono allentati in seguito ai recenti sviluppi europei, gli investitori restano cauti.

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